Violazione al CdS? Assicurato manlevato


foto con logoLa compagnia di assicurazioni è tenuta a manlevare l’assicurato dei danni subiti dal terzo trasportato, anche se non è abilitato al trasporto del passeggero.


Così ha deciso la Corte di Cassazione con la pronunzia della sentenza n. 20190 del 25.09.2014 dando ragione all’assicurato proprietario di un ciclomotore che, citato in giudizio dal suo passeggero per il risarcimento dei danni subiti a seguito di un sinistro, si era chiamato in causa la compagnia di assicurazione.

Quest’ultima, nel costituirsi in giudizio, ha contestato l’operatività della polizza e quindi il suo obbligo a risarcire il terzo trasportato, perché all’assicurato, all’epoca minorenne, era vietato portare passeggeri sul ciclomotore.

Dello stesso avviso il Tribunale e la Corte d’Appello, che hanno rigettato in entrambi i gradi del giudizio la domanda di manleva del ragazzo condannandolo a risarcire i danni subiti dal terzo trasportato unitamente al conducente dell’autovettura con la quale è avvenuto il sinistro, in quanto ritenuto corresponsabile. 

La vittoria della causa è giunta finalmente dai giudici di Piazza Cavour, che hanno cassato la decisione della Corte d’Appello, evidenziando che l’inabilitazione a portare passeggeri sul ciclomotore non può essere equiparata alla inabilitazione alla guida.

Nello specifico l’assicurato era abilitato alla guida in quanto titolare di regolare patente “A” ed il fatto di aver trasportato un passeggero anche se minorenne, ha costituito una mera violazione del Codice della Strada che non ha fatto venir meno l’abilitazione alla guida, ricorrente solo qualora vi sia l’assoluto difetto di patente, ovvero la mancanza, originaria o sopravvenuta, delle condizioni di validità e di efficacia della stessa (sospensione, revoca, decorso del termine per la conferma, sopravvenienza di condizioni ostative).

Sicché, tanto ha statuito in merito la Corte di Cassazione, “la previsione di una clausola di esclusione della garanzia assicurativa per i danni cagionati dal conducente non abilitato alla guida, non è idonea ad escludere l’operatività della polizza ed il conseguente obbligo risarcitorio dell’assicuratore, se detto conducente, legittimamente abilitato alla guida, abbia omesso di rispettare prescrizioni e cautele imposte dal codice della strada“.

Tenuto conto, quindi, che nel caso di specie l’assicurato era in possesso di valida patente di guida, “deve ritenersi che la sola circostanza che trasportasse un passeggero in violazione dell’art. 79 C.d.S. non valga a rendere inoperante la garanzia, ove la specifica ipotesi di esclusione non fosse espressamente prevista dalle condizioni di polizza”.

In conclusione, se la polizza non prevede espressamente l’esclusione della garanzia nel caso anzidetto, la compagnia di assicurazioni è tenuta a manlevare l’assicurato e quindi a risarcire il danno al terzo trasportato.


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