Speciale Concorso Magistratura: un buon metodo di studio

uomo con cervello luminoso

Un buon metodo di studio per chi ha poco tempo e non solo


A tutti sarà capitato almeno una volta nella vita di interrogarsi sull’efficacia del proprio metodo di studio e confrontarsi con i colleghi su quale potrebbe essere quello più valido per comprendere la materia nel minor tempo possibile e memorizzarla per un tempo indefinito.

Il dubbio assale con maggiore enfasi quando la preparazione per il perseguimento di un non facile obiettivo, quale può essere il superamento del concorso in magistratura o notarile oppure per procuratore dello stato, comporta lo studio di 3-4 o anche 7 mila pagine di manuali e riviste, pregni di nozioni, concetti, teorie e principi da studiare, sedimentare e memorizzare.

I metodi, si sa, sono tanti e ciascuno adotta quello che reputa più efficace e utile per le proprie esigenze, attitudini e capacità.

Alcuni, infatti, per comprendere e memorizzare il contenuto di un testo hanno necessità di leggerlo e ripeterlo svariate volte, mentre ad altri è sufficiente leggerlo solo due volte per avere tutto chiaro; alcuni, ancora, devono sottolineare il testo ed evidenziare i passaggi più importanti, mentre altri non sentono questa necessità; altri, infine, per comprendere e memorizzare hanno bisogno di fare riassunti e schemi. Insomma una regola che va bene per tutti non esiste.

Il problema, tuttavia, che investe un po’ tutti quelli che devono immagazzinare una quantità infinità di concetti, teorie e principi per riuscire poi a esporli e collegare gli istituti in un elaborato, è quello di comprendere e sedimentare nel più breve tempo possibile e, soprattutto, di ricordare tutto quello che si è faticosamente studiato per un lungo periodo di tempo.

Infatti, salvo rari casi di soggetti dotati di una memoria fuori dal comune, generalmente si dimentica quasi tutto troppo presto.

Per ovviare a questo inevitabile inconveniente e dover ristudiare di sana pianta quanto si è faticosamente acquisito in mesi e mesi di studio, in questi ultimi anni hanno preso sempre più campo tecniche per la comprensione, lettura e memorizzazione veloce.

Per farsi un’idea su tali tecniche per chi non le conoscesse, è sufficiente digitare su google e su su youtube “lettura veloce”, per acquisire un’infinità di informazioni e accedere a video corsi gratuiti per essere immediatamente in grado di memorizzare in pochissimo tempo una lunga sequenza di parole nell’esatto ordine in cui sono collocate.

Applicando queste semplici tecniche a un metodo di studio del tutto diverso da quelli tradizionali, strutturato in fasi ben distinte, sarà possibile comprendere, sedimentare e memorizzare a lungo termine qualsiasi materia in un tempo notevolmente più ridotto rispetto a quello che dovrebbe essere impiegato applicando i metodi tradizionali.

Le tecniche e il metodo di studio in commento sfruttano maggiormente le potenzialità della mente, coinvolgendo entrambi gli emisferi del cervello e soprattutto la memoria visiva, che rispetto a quella uditiva (stimolata dalla noiosa ripetizione del testo), è a lungo termine.

Per ottenere un apprendimento più rapido, sedimentato e a lungo termine, occorre quindi stimolare la memoria visiva, attraverso, tra l’altro, la focalizzazione delle parole chiave (che ci rievocano un concetto) e la costruzione mentale di immagini e scene che suscitano emozioni, alle quali associare le parole chiave prescelte, al fine di richiamare il concetto attraverso l’immagine che rimarrà sempre impressa nella nostra memoria a differenza della parola che sfugge in un fiat.

Senza addentrarci sul fondamento scientifico della validità ed efficacia delle tecniche di apprendimento e memorizzazione,  si esporrà di seguito in cosa consiste il metodo di studio che comprende queste tecniche, strutturato in regole e step da osservare scrupolosamente e con costanza per acquisire un apprendimento notevolmente più rapido (60%-80% in meno del tempo rispetto al metodo di studio leggo/ripeto) e una comprensione e memorizzazione completa e duratura delle materie oggetto di studio.

METODO DI STUDIO

REGOLE

Un buon metodo parte sempre da buone abitudini.

Segui queste 4 regole:

1. Dedica cinque minuti al giorno al rilassamento prima di iniziare a studiare. Il rilassamento aumenta la capacità di apprendimento e può raggiungersi, oltre che con specifiche tecniche funzionali allo scopo, anche ascoltando musica a 432 hz.

2. Mangia bene, fai esercizio fisico e dormi almeno sette/otto ore a notte

3. Intervalla allo studio delle pause cadenzate. almeno 10/15 minuti di pausa ogni 50/60 minuti di studio sono necessari per far riposare la mente e quindi per ottenere nelle ore che si dedicano allo studio la massima concentrazione e capacità di apprendimento. Durante la pausa non si devono svolgere attività che impegnano la mente, come navigare in internet, chattare, leggere ecc. E’ preferibile sentire un po’ di musica, concedersi uno spuntino, prendere un po’ d’aria facendo quattro passi, fare un po’ di esercizio fisico o quel che più piace, rilassa e distrae senza impegnare la mente.

4. Alla fine della pausa, prima di riprendere lo studio, dedica 5 minuti del tuo tempo a riguardare i concetti chiave che hai studiato nella precedente sessione di studio.

Passiamo ora alle fasi del metodo di studio.

FASE DELL’ACQUISIZIONE

Questa è la fase della lettura del testo, che deve seguire i seguenti 4 step:

  1. Lettura dell’indice del libro
  2. Lettura velocissima con gli occhi e con il dito che scorre il testo (si, proprio come facevi quando eri piccolo) di tutto il libro senza sottolineare o evidenziare. Non preoccuparti se non comprendi ciò che stai leggendo e perdi qualche parola per la velocità di lettura. La tua mente è molto più veloce del tuo occhio. Con questa operazione acquisisci una prima infarinatura della materia, capisci di cosa parla, carpisci le parole chiave e selezioni le parti di maggior rilievo.
  3. Lettura velocissima con gli occhi e con il dito che scorre il testo di ciascun capitolo senza sottolineare o evidenziare
  4. Lettura critica e approfondita di ciascun capitolo, sottolineando solo i dettagli tecnici (non quindi tutto il libro) e cerchiando le parole chiave, ossia le parole che meglio di altre ricordano il passaggio che stai studiando. Se non trovi la parola chiave, puoi sceglierne una tu scrivendola a margine della pagina. La parola chiave è, quindi, quella parola che guardandola ti fa venire in mente qualcosa, ti rievoca un concetto, una teoria, un principio.

FASE DELLA SCHEMATIZZAZIONE

In questa fase dovranno essere riordinati, organizzati e schematizzati i concetti e le parole chiave con l’ausilio della mappa concettuale e della mappa mentale.

Segnatamente, durante la lettura approfondita del capitolo e la cerchiatura delle parole chiave, occorre schematizzare quanto si è recepito facendo schemi al pc o con carta e penna.

Di seguito due esempi di schema (clicca sulle foto per ingrandirle)

schemi obbligazioni e responsabilità precontrattualeschema caratteri dei diritti realiAltro passaggio che non va tralasciato assolutamente in quanto fondamentale per sedimentare, memorizzare e ripassare in pochi minuti e con un colpo d’occhio un intero capitolo o addirittura un insieme di capitoli, è la mappa mentale, da disegnare dopo lo studio del capitolo o istituto che sia.

La mappa mentale, inventata dallo psicologo inglese Tony Buzan, è una forma di rappresentazione grafica del pensiero, di come la tua mente assorbe il sapere e ha la funzione di implementare la memoria visiva e quindi la memorizzazione di concetti e informazioni in sede di richiamo tramite un immagine colorata e fantasiosa da te realizzata, che coinvolge entrambi gli emisferi cerebrali, quello razionale e quello creativo.

Le mappe mentali sono particolarmente efficaci come strumenti di annotazione e di apprendimento e hanno una struttura gerarchico – associativa. Quindi le tipologie di connessioni che possono essere create con la mappa mentale sono:
– gerarchiche (dette anche rami) che collegano ciascun elemento con quello che lo precede;
– associative, che collegano elementi gerarchicamente disposti in punti diversi della mappa.
Le relazioni associative aiutano ad aumentarne l’espressività, evidenziando la presenza di legami trasversali mediante frecce.

Essendo gerarchica, la mappa mentale ha anche una geometria radiale che dal centro si propaga verso l’esterno. L’elemento centrale sarà l’istituto (es. causa del contratto) al quale si collegano dei rami (elementi di primo livello), ciascuno dei quali può essere collegato con altri sotto rami (elementi di secondo livello) e così via.

Per rappresentare nella mappa mentale il medesimo percorso espositivo del manuale o personale sull’istituto, si parte dal centro, si prosegue verso l’angolo destro del foglio e si continua in senso orario.

Di seguito un esempio di mappa mentale realizzata dal suo inventore Tony Buzan, che rappresenta la sua vita professionalemappa mentale di BuzanCome noterai la mappa è colorata e ricca di immagini.

Allo stesso modo la devi realizzare tu in modo da coinvolgere la parte creativa del tuo cervello e stimolare la memoria visiva e la tua mente a rievocarti i concetti racchiusi nella parola chiave. Usa almeno tre colori e immagini creative e divertenti che ricordano le parole chiave.

Si, perché nella mappa vanno inserite proprio le parole chiave che hai cerchiato nel tuo libro, che ti rievocano il contenuto del libro e alle quali collegherai i punti fondamentali del concetto, dell’istituto o della teoria che devi ricordare e ai quali le parole chiave si riferiscono.

Se vuoi generare la mappa mentale con il tuo computer, dei buoni software gratuiti sono FreeMind o MindMeister.

La mappa mentale ti consentirà di avere in un unico foglio una fotografia di tutto quello che devi sapere su un determinato capitolo, istituto o principio oggetto di studio, rappresentando graficamente l’esatto contenuto di quella parte del libro in essa rappresentato attraverso parole chiave, simboli, colori e immagini.

Gli elementi devono essere descritti con singole parole chiave e non con periodi estesi, lasciando spazio a nuove associazioni e a possibili integrazioni. E’ importante che la mappa mentale venga prodotta a colori fin dalle prime fasi di realizzazione e non colorata in un secondo momento.

Più la mappa mentale sarà completa e dettagliata, maggiore sarà la facilità di ricordarla e riprodurla e se non ricordi proprio tutto di quel che hai studiato sull’argomento che stai rappresentando nella mappa, lascia delle linee vuote e prosegui nel disegno. La tua mente troverà il modo di riempire i vuoti.

E se dopo questo lavoro divertente e stimolante avrai bisogno di ulteriori ausili per ricordare l’esatta sequenza delle parole chiave contenute nella mappa o avrai bisogno di ricordare una sequenza di parole o di numeri, potrai utilizzare le tecniche della memoria da apprendere guardando i video di Youtube sullo specifico tema.

Una tecnica è quella di collegare i passaggi chiave della mappa costruendo nella tua testa un film con scene buffe o drammatiche che ti suscitano emozioni i cui protagonisti saranno le parole chiave, opportunamente trasformate con l’ausilio della tua fantasia in personaggi, cose o animali che te le ricordano.

Un’altra tecnica è quella dei loci, che ambienta le scene all’interno della tua casa (luogo intimo che rimane sempre impresso nella tua memoria). Per capire di cosa si tratta e imparare questa potente tecnica di memorizzazione, digita su google o youtube “palazzo della memoria” o “tecnica dei loci”, troverai un’infinità di informazioni.

FASE DELLA SEDIMENTAZIONE 

Siamo arrivati all’ultima fase, ossia a quella del ripasso di ciò che hai imparato, funzionale a sedimentare la preparazione memorizzandola definitivamente nella tua mente.

Per ottenere questo risultato occorrono sei ripassi (non uno in più, né uno in meno) lavorando sulla mappa mentale e sulle tecniche della memoria.

I ripassi devono essere fatti:

  1. dopo 20 minuti dallo studio di uno specifico argomento o capitolo e dalla realizzazione della mappa mentale. Questo ripasso consisterà nel ridisegnare la medesima mappa mentale senza guardare quella fatta prima e nella ripetizione della sequenza di parole che hai memorizzato con le tecniche della memoria. Se nel ridisegnare la mappa mentale ti accorgi di aver dimenticato un passaggio, guarda la mappa precedente e inserisci il passaggio dimenticato.
  2. dopo 24 ore. Rifai la medesima mappa mentale senza guardare quella fatta il giorno prima e ripeti la sequenza di parole che hai memorizzato con le tecniche della memoria.
  3. dopo una settimana. Guarda per 2 massimo 3 minuti la mappa mentale, osservando i vari passaggi e le parole chiave e ripeti la sequenza di parole che hai memorizzato con le tecniche della memoria
  4. dopo un mese. Guarda per 2 massimo 3 minuti la mappa mentale, osservando i vari passaggi e le parole chiave e ripeti la sequenza di parole che hai memorizzato con le tecniche della memoria
  5. dopo 3 mesi. Guarda per 2 massimo 3 minuti la mappa mentale, osservando i vari passaggi e le parole chiave e ripeti la sequenza di parole che hai memorizzato con le tecniche della memoria
  6. dopo 6 mesi. Guarda per 2 massimo 3 minuti la mappa mentale, osservando i vari passaggi e le parole chiave e ripeti la sequenza di parole che hai memorizzato con le tecniche della memoria

Se seguirai i 6 step del ripasso, quell’argomento sarà tuo per sempre.

Puoi pure accompagnare allo studio della mappa la ripetizione dell’argomento se ti da sicurezza. Ma la ripetizione non è essenziale per memorizzare. La memoria visiva è più potente di quella auditiva.

Ricorda anche di ritornare dopo ogni pausa sui punti studiati nella sessione precedente di studio, come indicato nelle REGOLE.

Buono studio e in bocca al lupo per il prossimo concorso.

 


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