Quando si può ritenere legalmente ricevuta la raccomandata?

cassetta delle lettere con raccomandata

La presunzione di conoscenza del contenuto della raccomandata nel caso di assenza del destinatario scatta dal momento della ricezione del plico o dall’avviso di avvenuta giacenza?


Per ritenere sussistente la presunzione di conoscenza da parte del destinatario del contenuto della raccomandata non consegnata per sua assenza (o di altra persona abilitata a riceverla), occorre il rilascio del relativo avviso di giacenza del plico presso l’ufficio postale e non già l’effettivo ritiro della missiva (Cass. 27 luglio 1998, n. 7370; Cass. l aprile 1997, n. 2847; Cass. 23 settembre 1996, n. 8399; Cass. 13 agosto 1981, n. 4909; Cass. 11 febbraio 1978, n. 628; Cass. 15 dicembre 2009, n. 6527; Cass. 24 aprile 2003, n. 6527; Cass. 4 agosto 2016, n. 16330).

Ad affermarlo la Cassazione con la sentenza n. 22311 del 03/11/2016, con la quale ha cassato la sentenza della Corte di merito che, in riforma della impugnata sentenza di primo grado, aveva nello specifico annullato una delibera condominiale, in quanto l’effettiva ricezione della raccomandata contenente la convocazione dell’assemblea da parte del condomino, era avvenuta dopo il termine libero di cinque giorni prescritto dall’art. 66, 3° co. disp. att. c.c.

Il giudice dell’appello, pertanto, non si è attenuto al principio secondo cui la raccomandata, nel caso di momentanea assenza del destinatario, deve ritenersi entrata nella sfera di conoscibilità del destinatario nel momento in cui viene rilasciato l’avviso di giacenza del plico presso l’ufficio postale e non nel momento in cui il destinatario ritira il plico.

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