Le Sezioni Unite salvano l’atto di impugnazione notificato in modo incompleto


L’impugnazione notificata senza alcune pagine non è inammissibile

Civile Sent. S.U. n. 18121 del 14/09/2016


giustizia4Le Sezioni Unite sono state chiamate a comporre il contrasto registratosi nella giurisprudenza di legittimità in ordine alla questione se la consegna al destinatario della notifica di una copia del ricorso per cassazione privo di alcune pagine, nel caso in cui l’incompletezza dell’atto pregiudichi il diritto di difesa del destinatario a cagione della incomprensibilità assoluta di esso o di sue parti significative, determini l’inammissibilità dell’impugnazione, come sostenuto dalla prevalente giurisprudenza, ovvero costituisca, come da indirizzo minoritario, un vizio della notifica dell’atto sanabile con efficacia ex tunc, mediante la nuova notifica di una copia integrale del ricorso, su iniziativa del ricorrente o entro un termine fissato dalla Corte di Cassazione, ai sensi dell’art. 291 c.p.c.

Ad avviso delle Sezioni Unite, la seconda soluzione appare preferibile.

Infatti, le impugnazioni, oltre ai casi di inammissibilità espressamente previsti dalla legge, accomunati dall’esistenza di un vizio di difformità dell’atto di impugnazione rispetto al modello legale (mancanza di specificità dei motivi di impugnazione e vizi di forma o dì contenuto), sono considerate inammissibili quando siano proposte oltre i termini perentori stabiliti dalla legge (artt. 325 e 327 c.p.c.), ovvero vi sia stata acquiescenza della parte nei confronti del provvedimento impugnato, ovvero difetti l’interesse o la legittimazione ad impugnare o il potere dì impugnare non sia nemmeno astrattamente configurabile (come nei casi di inappellabilità delle sentenze ex art. 339 c.p.c.).

Nelle fattispecie di inammissibilità elaborate dalla dottrina e dalla giurisprudenza, invece, la caratteristica comune è rappresentata dall’esistenza di un vizio esterno all’atto, che riguarda la sussistenza stessa del potere di impugnazione e, quindi, i presupposti dell’azione impugnatoria.

Orbene, in caso di notifica di un atto di impugnazione mancante di qualche pagina (e sempre che, ovviamente, l’originale ritualmente depositato sia completo), non ricorre alcuna difformità dell’atto rispetto al modello legale, né è ipotizzabile una questione di carenza dei presupposti dell’impugnazione.

Del resto, se si ritenesse l’atto di impugnazione inammissibile, si finirebbe con l’applicare in via analogica tale gravosa sanzione processuale al di fuori delle fattispecie espressamente considerate dalla legge.

Per tale motivo, le Sezioni Unite condividono l’orientamento minoritario che, in caso di notifica di un atto di impugnazione mancante di qualche pagina, dalla quale sia derivato un vulnus dei diritti alla difesa e al contraddittorio, ritiene configurabile un vizio del procedimento notificatorio e non dell’atto, e ravvisa conseguentemente la possibilità di una sanatoria ex tunc mediante la rinnovazione della notifica.

Tale indirizzo è preferibile anche perché, dal punto di vista sistematico, presuppone la corretta prevalenza dell’originale dell’atto rispetto alla copia notificata (v. Cass. Sez. Un. 22-2-2007 n. 4112; Cass. 7-5-2015 n. 9262).

Le Sezioni Unite, pertanto, hanno composto il contrasto sul punto, affermando il seguente

principio di diritto



La mancanza, nella copia notificata del ricorso per cassazione (il cui originale risulti ritualmente depositato nei termini), di una o più pagine, ove impedisca al destinatario la completa comprensione delle ragioni addotte a sostegno dell’impugnazione, non comporta l’inammissibilità del ricorso, ma costituisce un vizio della notifica di tale atto, sanabile con efficacia ex tunc mediante la nuova notifica di una copia integrale del ricorso, su iniziativa dello stesso ricorrente o entro un termine fissato dalla Corte di Cassazione, ovvero per effetto della costituzione dell’intimato, salva la possibile concessione a quest’ultimo di un termine per integrare le sue difese.



 


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