Nessun taglio alla pensione di reversibilità

anziano pensionato

La circolare dell’INPS sulla pensione di reversibilità dopo la sentenza della Consulta n. 174/2016


Nel sito dell’INPS è reperibile la circolare n. 178 del 21.09.2016, con la quale la Direzione Centrale Pensioni rende noto che la quota della pensione di reversibilità o indiretta spettante al coniuge superstite, non è più soggetta ad alcuna decurtazione, ritornando ad essere pari al 60% di quella liquidata o che sarebbe spettata all’assicurato.

In particolare, per effetto del comma 5 dell’articolo 18 D.L. 98/2011 (L. 111/2011), le pensioni di reversibilità dovute su quelle spettanti all’assicurato con decorrenza 1° gennaio 2012,  sino al mese scorso hanno subito una riduzione del 10%, salvo la presenza di figli di minore età, studenti o inabili, nei casi di matrimonio contratto dall’assicurato dopo i settanta anni e con una differenza di età fra i coniugi di oltre venti anni.

Si ricorda a tal proposito, che la disposizione appena richiamata è stata dichiarata incostituzionale con la sentenza n. 174 del 20 luglio 2016, in quanto – ha soggiunto la Corte Costituzionale –  ogni limitazione del diritto alla pensione di reversibilità deve rispettare i principi di uguaglianza, ragionevolezza, nonché il principio di solidarietà che è alla base del trattamento pensionistico in esame.

Da tanto consegue che la pensione di reversibilità, dal 21.07.2016 ossia dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza della Consulta, ritorna ad essere erogata secondo i criteri dettati dall’art. 22, comma 2, della legge 21 luglio 1965 e quindi in ragione del 60% della pensione percepita o che sarebbe spettata all’assicurato.

Ma vediamo, in concreto, quali sono gli effetti dell’intervenuta incostituzionalità della norma.

In primis, le pensioni già erogate con le decurtazioni previste dall’art. 18, comma 5 DL 98/2011, saranno ricalcolate d’ufficio ripristinando l’importo lordo spettante in misura intera ed erogati i ratei arretrati dal primo giorno del mese successivo alla morte del dante causa, salvo che non sia intervenuta sentenza passata in giudicato. In tale ultima ipotesi, infatti, l’Ente previdenziale provvederà all’erogazione dei ratei arretrati dal primo giorno del mese successivo al passaggio in giudicato della sentenza.
Inoltre, per tutte le controversie giudiziarie in corso aventi ad oggetto l’operata riduzione della pensione di reversibilità, sarà chiesta la cessazione della materia del contendere.
Quanto, infine, ai trattamenti pensionistici ai superstiti, liquidati secondo i criteri dettati articolo 18, comma 5, del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, che risultino eliminati, gli stessi saranno rideterminati a domanda degli aventi diritto nei limiti della prescrizione.
In tale ipotesi, quindi, occorrerà che il superstite si attivi per tempo, al fine di non perdere il diritto a percepire quanto non erogato dall’Ente previdenziale per effetto dell’art. 18, comma 5 D.L. 98/2011.

 


ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento