La responsabilità aquiliana della P.A. per omessa attività vincolata

palazzo della corte di cassazione

Sezioni Unite 25978 del 16.12.2016: responsabilità aquiliana e giurisdizione del giudice ordinario in tema di danni arrecati dalla P.A. per omessa attività vincolata


IL CASO

Il proprietario di un prestigioso immobile, nel lamentare la perdita del panorama in precedenza goduto per effetto di una sopraelevazione abusiva eseguita da terzi e della quale il Comune avrebbe omesso di ingiungerne ed eseguirne la demolizione, ha convenuto innanzi al giudice ordinario quest’ultimo e l’autore dell’opera abusiva per sentirli condannare alla refusione dei danni arrecati al suo immobile.

Il Comune, costituitosi in giudizio, ha proposto regolamento preventivo di giurisdizione eccependo il difetto di giurisdizione del giudice ordinario, in quanto la domanda spiegata nei suoi confronti verterebbe su un’omessa attivazione di poteri di tipo sanzionatorio-repressivo in materia edilizia a fronte dei quali la posizione del privato deve ritenersi di interesse legittimo.

LA DECISIONE DELLE SEZIONI UNITE

Cassazione Civile Sezioni Unite n. 25978 del 16.12.2016

La pretesa risarcitoria azionata dal privato trae fondamento da un comportamento omissivo materiale della pubblica amministrazione comunale consistente nella mancata demolizione delle opere asseritamente abusive, la cui cognizione è attribuita alla giurisdizione ordinaria, atteso che l’apprezzamento della condotta inerte/omissiva della pubblica amministrazione convenuta non può essere valutata se non dal giudice munito di giurisdizione sulla pretesa risarcitoria diretta nei confronti dell’autore dell’illecito aquiliano, anch’esso convenuto.

A tale conclusione le Sezioni Unite pervengono facendo applicazione dei principi di seguito esposti.

Il cattivo o mancato esercizio doveroso del potere che causa danni a terzi, legittima questi a pretendere il risarcimento a norma dell’art. 2043 cod. civ., essendo ormai pacifico che la tutela aquiliana è invocabile per la lesione non soltanto di diritti soggettivi, ma anche di interessi legittimi o più in generale di interessi ad un bene della vita che risultino comunque meritevoli di protezione alla luce dell’ordinamento positivo (Cass., S.U., n. 10095 del 2015, cit.; Cass. n. 13568 del 2015)

Alla cognizione del giudice amministrativo – giudice del legittimo esercizio della funzione amministrativa – sono attribuite le domande di risarcimento del danno che si ponga in rapporto di causalità diretta con l’illegittimo esercizio (o con il mancato esercizio) del potere pubblico, mentre resta riservato al giudice ordinario soltanto il risarcimento del danno provocato da “comportamenti” della p.a. che non trovano rispondenza nel precedente esercizio di quel potere (Cass., S.U. n. 11292 del 2015; Cass., S.U., n. 13568 del 2015, cit.).

Nel caso di specie, essendo stato dedotto a fondamento della domanda il fatto che il Comune abbia omesso di porre in essere un comportamento materiale – demolizione – che sarebbe stato idoneo di per sé ad eliminare il danno di cui l’attore ha sollecitato il risarcimento dinnanzi al giudice ordinario anche nei confronti del Comune, la domanda è stata correttamente introdotta dinnanzi al giudice ordinario.

 


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