La nota spese vincola la liquidazione del giudice

euro e martelletto del giudice

La Cassazione detta i criteri ai quali il giudice deve attenersi nella liquidazione delle spese giudiziali se il difensore deposita la nota spese


Con l’ordinanza n. 20325 del 23.08.2017, la Sesta Sezione Civile della Corte di Cassazione fa il punto sui criteri che il giudice è tenuto a seguire nella liquidazione delle spese giudiziali se il difensore deposita in giudizio la nota spese.

In particolare, la Corte ha statuito che se la parte alla quale vanno rimborsate le spese di lite presenta la relativa nota spese, è ammissibile la liquidazione globale che recepisca l’importo complessivo indicato dal difensore, dovendosi in questo caso presumere che il giudice abbia voluto liquidare le spese come indicate in detta nota.

Se, invece, non c’è corrispondenza tra l’importo indicato nella nota spese e la somma liquidata, il giudice è tenuto a specificare le voci
riconosciute in modo da consentire il controllo sulla correttezza della liquidazione e sul rispetto delle relative tabelle (ex multis Cass. 633812008, Cass. 2489012011, Cass. 16993/2007).

Va, quindi, censurata per violazione di legge la statuizione del giudice che, nel liquidare forfettariamente un compenso diverso da quello indicato dal difensore nella nota spese depositata in giudizio, non abbia specificato i criteri di calcolo adottati, non consentendo tale omissione il doveroso controllo sul rispetto dei parametri di legge.


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