Inefficacia del decreto ingiuntivo: casi e rimedi per farla valere


La sorte del decreto ingiuntivo  e i rimedi da proporre nel caso di nullità, tardività, mancanza e inesistenza della notifica


di Avv. Stefania Giordano

Di seguito lo schema riepilogativo dei rimedi da proporre avverso il decreto ingiuntivo nelle ipotesi di notifica omessa, inesistente, tardiva e nulla, con l’indicazione delle più autorevoli e rilevanti pronunce in ordine a ciascuna fattispecie segnalata

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NOTIFICA OMESSA E INESISTENTE


Il decreto ingiuntivo diventa inefficace se non viene notificato entro il termine previsto dall’art. 644 c.p.c. o se la notifica è inesistente.

In siffatte ipotesi, il rimedio per far dichiarare l’inefficacia del decreto ingiuntivo è il ricorso ex art. 188 disp. att. c.p.c. o l’opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c., se l’esecuzione è iniziata in forza di un decreto ingiuntivo non notificato o notificato con atto viziato da inesistenza.

Come in ultimo affermato dalle Sezioni Unite con le sentenze gemelle nn. 14916 e 14917 del 20/07/2016 (per il commento leggi Notifica atti giudiziari: cade il mito dell’inesistenza), l’inesistenza della notificazione è configurabile solo se vi è la totale mancanza materiale dell’atto e se viene posta in essere un’attività priva degli elementi costitutivi essenziali idonei a qualificare un atto come notificazione.

Tali elementi costitutivi essenziali consistono: a) nell’attività di trasmissione, che deve essere eseguita da un soggetto al quale la legge conferisce la possibilità giuridica di compiere detta attività, in modo da poter ritenere esistente e individuabile il potere esercitato; b) nella fase di consegna, intesa in senso lato come raggiungimento di uno qualsiasi degli esiti positivi della notificazione previsti dall’ordinamento in virtù dei quali la stessa debba comunque considerarsi ex lege eseguita, restando, pertanto, esclusi soltanto i casi in cui l’atto venga restituito puramente e semplicemente al mittente, sì da dover reputare la notificazione meramente tentata ma non compiuta.

Non rientra tra gli elementi costitutivi essenziali della notificazione il luogo in cui la stessa viene eseguita, anche qualora esso si riveli privo di alcun collegamento col destinatario.


NORME DI RIFERIMENTO

Art. 644 c.p.c.

Il decreto d’ingiunzione diventa inefficace qualora la notificazione non sia eseguita nel termine di sessanta giorni dalla pronuncia, se deve avvenire nel territorio della Repubblica [escluse le province libiche] e di novanta giorni negli altri casi; ma la domanda può essere riproposta [disp. att. 188].

Art. 188 disp. att. c.p.c.
Dichiarazione di inefficacia del decreto di ingiunzione
Massime
I. La parte alla quale non è stato notificato il decreto di ingiunzione nei termini di cui all’articolo 644 del codice può chiedere con ricorso al giudice che ha pronunciato il decreto, che ne dichiari l’inefficacia.
II. Il giudice fissa con decreto un’udienza per la comparizione delle parti davanti a sé e il termine entro il quale il ricorso e il decreto debbono essere notificati alla controparte. La notificazione è fatta nel domicilio di cui all’articolo 638 del codice se avviene entro l’anno dalla pronuncia e personalmente alla parte a norma degli articoli 137 e seguenti del codice se è fatta posteriormente.
III. Il giudice, sentite le parti, dichiara con ordinanza non impugnabile l’inefficacia del decreto ingiuntivo a tutti gli effetti.
IV. Il rigetto dell’istanza non impedisce alla parte di proporre domanda di dichiarazione d’inefficacia nei modi ordinari.


Art. 615 c.p.c.
Quando si contesta il diritto della parte istante a procedere ad esecuzione forzata e questa non è ancora iniziata, si può proporre opposizione al precetto con citazione davanti al giudice competente per materia o valore e per territorio a norma dell’articolo 27. Il giudice, concorrendo gravi motivi, sospende su istanza di parte l’efficacia esecutiva del titolo. Se il diritto della parte istante è contestato solo parzialmente, il giudice procede alla sospensione dell’efficacia esecutiva del titolo esclusivamente in relazione alla parte contestata.
Quando è iniziata l’esecuzione, l’opposizione di cui al comma precedente e quella che riguarda la pignorabilità dei beni si propongono con ricorso al giudice dell’esecuzione stessa [disp. att. 184]. Questi fissa con decreto l’udienza di comparizione delle parti davanti a sè e il termine perentorio per la notificazione del ricorso e del decreto [disp. att. 184, 185, 186]. Nell’esecuzione per espropriazione l’opposizione è inammissibile se è proposta dopo che è stata disposta la vendita o l’assegnazione a norma degli articoli 530, 552, 569, salvo che sia fondata su fatti sopravvenuti ovvero l’opponente dimostri di non aver potuto proporla tempestivamente per causa a lui non imputabile.


 GIURISPRUDENZA

Cassazione civile, sez. III, 27/11/2015, n. 24223

Costituisce principio consolidato nella giurisprudenza della Corte, quello secondo cui l’inefficacia del decreto ingiuntivo (art. 644 c.p.c.) è legittimamente riconducibile alla sola ipotesi in cui manchi del tutto (o sia giuridicamente inesistente) la notifica nel termine stabilito dalla norma predetta, e non anche alla ipotesi di nullità od irregolarità della notifica eseguita nel predetto termine, poiché la notificazione del decreto ingiuntivo comunque effettuata, anche se nulla, è pur sempre indice della volontà del creditore di avvalersi del decreto stesso (Cass. n. 17478 del 2011).

Per la sola ipotesi che la nullità o irregolarità della notifica del decreto abbia impedito all’opponente di avere tempestiva conoscenza del decreto, è stata prevista la possibilità di farla valere a mezzo dell’opposizione tardiva, ai sensi dell’art. 650 c.p.c.. Ed anche in quest’ultima ipotesi, l’opposizione non può esaurirsi in una denuncia di tale irregolarità, perché, ove non accompagnata da contestazioni sulla pretesa creditoria, e dunque non indirizzata all’apertura del giudizio di merito (malgrado il decorso del termine in proposito fissato), non è idonea ad alcun risultato utile per l’opponente, nemmeno con riguardo alle spese della fase monitoria. (Cass. n. 18791 del 2009).

Da tali principi, che confinano la inefficacia del decreto ingiuntivo alla sola inesistenza della notifica nel termine previsto e conferiscono rilievo alla notifica nulla o irregolare – come quella dedotta nella specie – solo per consentire la tardiva instaurazione del giudizio di cognizione mediante opposizione, consegue che certamente la nullità della notifica del decreto ingiuntivo non può avere alcun effetto nell’ambito di un giudizio di opposizione tempestivamente instaurato e, tanto più, nella fase di appello dello stesso.


Cassazione civile sez. I  14 febbraio 2014 n. 3552  

Il ricorso per la dichiarazione d’inefficacia del decreto ingiuntivo, previsto dall’art. 188 disp. att. c.p.c., è ammissibile soltanto con riguardo a decreti non notificati o la cui notifica sia giuridicamente inesistente, mentre se il decreto è stato notificato, ancorchè fuori termine, o la notifica sia affetta da nullità, l’unico rimedio esperibile è l’opposizione ai sensi degli artt. 645 e 650 c.p.c., a seconda dei casi. Pertanto, il provvedimento che contenga esclusivamente la statuizione d’inefficacia ai sensi dell’art. 188 c.p.c., è affetto da nullità, in quanto pronunciato in un’ipotesi non prevista dal codice di rito (Cass. 2.4.2010, n. 8126).
La notificazione del decreto ingiuntivo, anche se nulla, è indice della volontà del creditore di avvalersi del decreto e conseguentemente esclude la presunzione di abbandono del titolo che costituisce il fondamento della previsione di inefficacia di cui all’articolo 644 del Cpc, applicabile esclusivamente in caso di omissione della notificazione o di notificazione inesistente.
Ne consegue che, tranne i casi in cui un decreto ingiuntivo non è notificato, o la notifica di esso è giuridicamente inesistente, la parte contro la quale è stato emesso non può, decorso il termine stabilito dall’articolo 644 del Cpc, chiederne la declaratoria di inefficacia, ai sensi dell’articolo 188 delle disposizioni di attuazione del Cpc; se la notifica sia semplicemente nulla, l’inefficacia può essere fatta valere, onde evitare la sanatoria per eventuale acquiescenza, con l’opposizione tardiva ai sensi dell’articolo 650 del Cpc, fornendo la prova di non aver avuto tempestiva conoscenza del decreto ingiuntivo per irregolarità della notificazione.

Cassazione civile sez. VI  18 febbraio 2015 n. 3277  
Nel giudizio di opposizione all’esecuzione promossa in base a titolo esecutivo di formazione giudiziale, la contestazione del diritto di procedere ad esecuzione forzata può essere fondata su vizi di formazione del provvedimento solo quando questi ne determinino l’inesistenza giuridica, atteso che gli altri vizi e le ragioni di ingiustizia della decisione possono essere fatti valere, ove ancora possibile, solo nel corso del processo in cui il titolo è stato emesso, spettando la cognizione di ogni questione di merito al giudice naturale della causa in cui la controversia tra le parti ha avuto (o sta avendo) pieno sviluppo ed è stata (od è tuttora) in esame.


NOTIFICA TARDIVA


Se il decreto ingiuntivo è stato notificato oltre il termine previsto dall’art. 644 c.p.c., il rimedio per far dichiarare l’inefficacia dello stesso è solo l’opposizione al decreto ingiuntivo tempestiva ex art. 645 c.p.c. o tardiva ex art. 650 c.p.c. (se ricorrono termini e presupposti), non anche il rimedio previsto dall’art. 188 disp. att. c.p.c., in quanto il decreto è stato comunque notificato, seppur tardivamente.

Con l’opposizione al decreto ingiuntivo, l’ingiunto, oltre ad eccepire la tardività della notifica e quindi l’inefficacia del decreto ingiuntivo, deve svolgere le proprie difese anche sul merito della pretesa, atteso che la tardività della notificazione, anche se comporta l’inefficacia del decreto ingiuntivo, non esclude la qualificabilità del ricorso per ingiunzione come domanda giudiziale sulla quale si costituisce il rapporto processuale per iniziativa della parte convenuta. In tale ipotesi, infatti, il giudice adito si pronuncerà sia sull’eccezione di rito che sulla fondatezza della pretesa azionata nel procedimento monitorio.

Il decreto ingiuntivo notificato tardivamente, non opposto nei termini e con le modalità previste dagli artt. 645 e 650 c.p.c., può essere dichiarato esecutivo, in quanto la tardività della notifica del decreto ingiuntivo, secondo un orientamento della giurisprudenza di merito e di legittimità, non è un’eccezione rilevabile d’ufficio.


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NORME DI RIFERIMENTO

Art. 645 c.p.c.

L’opposizione si propone davanti all’ufficio giudiziario al quale appartiene il giudice che ha emesso il decreto, con atto di citazione notificato al ricorrente nei luoghi di cui all’articolo 638. Contemporaneamente l’ufficiale giudiziario deve notificare avviso dell’opposizione al cancelliere affinché ne prenda nota sull’originale del decreto.
In seguito all’opposizione il giudizio si svolge secondo le norme del procedimento ordinario davanti al giudice adito ma i termini di comparizione sono ridotti a metà. L’anticipazione di cui all’articolo 163-bis, terzo comma, deve essere disposta fissando l’udienza per la comparizione delle parti non oltre trenta giorni dalla scadenza del termine minimo a comparire.

Art. 647 c.p.c.

Se non è stata fatta opposizione nel termine stabilito, oppure l’opponente non si è costituito, il giudice che ha pronunciato il decreto, su istanza anche verbale del ricorrente, lo dichiara esecutivo. Nel primo caso il giudice deve ordinare che sia rinnovata la notificazione, quando risulta o appare probabile che l’intimato non abbia avuto conoscenza del decreto.
Quando il decreto è stato dichiarato esecutivo a norma del presente articolo, l’opposizione non può essere più proposta né proseguita, salvo il disposto dell’articolo 650, e la cauzione eventualmente prestata è liberata.

Art. 650 c.p.c.

L’intimato può fare opposizione anche dopo scaduto il termine fissato nel decreto, se prova di non averne avuta tempestiva conoscenza per irregolarità della notificazione o per caso fortuito o forza maggiore.
In questo caso l’esecutorietà può essere sospesa a norma dell’articolo precedente.
L’opposizione non è più ammessa decorsi dieci giorni dal primo atto di esecuzione.

 


GIURISPRUDENZA

Cassazione civile, sez. III, 29/02/2016, (ud. 04/12/2015, dep.29/02/2016),  n. 3908

Questa Corte ha ripetutamente affermato che l’opposizione a decreto ingiuntivo instaura un ordinario ed autonomo giudizio di cognizione che, sovrapponendosi allo speciale e sommario procedimento monitorio, investe il giudice del potere-dovere di statuire sulla pretesa originariamente fatta valere con la domanda d’ingiunzione. In particolare la tardiva notificazione del decreto ingiuntivo, ai sensi dell’art. 644 c.p.c., comporta l’inefficacia del provvedimento, senza tuttavia escludere la qualificabilità del ricorso per ingiunzione come domanda giudiziale; su di essa, pertanto, si costituisce il rapporto processuale, sebbene per iniziativa della parte convenuta, che eccepisce l’inefficacia e si difende al contempo nel merito, ed è, in conseguenza, compito del giudice adito provvedere in sede contenziosa ordinaria, sia sull’eccezione che sulla fondatezza della pretesa azionata nel procedimento monitorio (Cass. civ., 13 giugno 2013, n. 14910). Invero la notificazione dell’ingiunzione comunque effettuata è indice della volontà del creditore di avvalersi dell’ingiunzione, escludendo la presunzione di abbandono del ricorso che è alla base della previsione di inefficacia dell’art. 644 c.p.c.


Cassazione civile sez. I  13 giugno 2013 n. 14910  
Il rimedio dell’opposizione tardiva ex art. 650 cod. proc. civ. comprende, nell’ipotesi della irregolarità della notificazione, tutti i vizi che la inficiano e, quindi, anche la notificazione del decreto ingiuntivo oltre i termini di legge, che, ai sensi dell’art. 644 cod. proc. civ. comporta l’inefficacia del provvedimento, senza tuttavia escludere la qualificabilità del ricorso per ingiunzione come domanda giudiziale; su di essa, pertanto, si costituisce il rapporto processuale, sebbene per iniziativa della parte convenuta, che eccepisce l’inefficacia e si difende al contempo nel merito, ed è, in conseguenza, compito del giudice adito provvedere in sede contenziosa ordinaria, sia sull’eccezione che sulla fondatezza della pretesa azionata nel procedimento monitorio.

Tribunale L’Aquila  11 novembre 2015 n. 938  
In tema di ingiunzione civile e opposizione a decreto ingiuntivo, il sistema previsto dagli art. 643, 644, 647 e 650 c.p.c. è costruito nel senso che il ricorso ed il decreto ingiuntivo devono essere notificati all’intimato entro sessanta giorni dalla emissione del decreto, pena l’ inefficacia dello stesso. In caso di mancata opposizione, il decreto viene dichiarato esecutivo, ma il debitore può proporre opposizione tardiva se prova di non aver avuto tempestiva conoscenza dello stesso per irregolarità della notificazione o per caso fortuito o forza maggiore.

Cassazione civile sez. II  20 gennaio 2015 n. 865  
Nel procedimento per l’equa riparazione della violazione del termine ragionevole del processo, l’inefficacia del decreto di ingiunzione al pagamento ex art. 5 della legge 24 marzo 2001, n. 89 per tardività della notifica non può essere rilevata d’ufficio ma è onere della parte sollevare la relativa eccezione, dovendosi applicare le regole generali sui procedimenti monitori secondo cui il rimedio del ricorso per la dichiarazione di inefficacia ex art. 188 disp. att. cod. proc. civ. è ammesso soltanto con riguardo ai decreti non notificati o la cui notifica sia giuridicamente inesistente.
…secondo la consolidata giurisprudenza di questa Suprema Corte, il rimedio del ricorso per la dichiarazione di inefficacia del decreto ingiuntivo ai sensi dell’art. 188 disp. att. c.p.c., è ammesso soltanto con riguardo ai decreti non notificati o la cui notifica sia giuridicamente inesistente, mentre se il decreto è stato notificato, ancorchè fuori termine e ancorchè la notifica sia nulla, ma non inesistente, l’unico rimedio consentito all’intimato è quello dell’opposizione ai sensi dell’art. 645 c.p.c.

NOTIFICA NULLA


Se la notifica del decreto ingiuntivo è viziata da nullità, il rimedio per far valere il vizio è l’opposizione a decreto ingiuntivo tempestiva ex art. 645 c.p.c. o tardiva ex art. 650 c.p.c. (se ricorrono termini e presupposti), non anche i rimedi previsti dagli art. 188 disp. att. c.p.c. e 615 c.p.c., atteso che la notificazione, anche se nulla, è indice della volontà del creditore di avvalersi del decreto e conseguentemente esclude la presunzione di abbandono del titolo che costituisce il fondamento della previsione di inefficacia di cui all’articolo 644 Cpc, applicabile esclusivamente in caso di omissione della notificazione o di notificazione inesistente.

Con l’opposizione al decreto ingiuntivo, la nullità della notificazione è sanata ex tunc se ha raggiunto lo scopo, che si verifica quando l’atto è stato portato a conoscenza del destinatario e non ha leso il suo diritto di difesa.

Se, invece, la notifica non ha raggiunto lo scopo, la sanatoria ex tunc avviene se l’opposto esegue tempestivamente la rinnovazione della notifica disposta dal giudice ai sensi dell’art. 291 c.p.c.

L’ingiunto, oltre ad eccepire la nullità della notifica, deve svolgere le proprie difese anche sul merito della pretesa, atteso che l’opposizione che si limita alla sola denuncia della nullità, senza alcuna apertura del giudizio di merito con la contestazione della pretesa creditoria, non è idonea ad alcun risultato utile per l’opponente, nemmeno con riguardo alle spese della fase monitoria.

Anche in questo caso, il giudice adito si pronuncerà sia sull’eccezione di rito che sulla fondatezza della pretesa azionata nel procedimento monitorio.

La nullità della notifica del decreto ingiuntivo, in mancanza di opposizione nei termini e con le modalità previste dagli artt. 645 e 650 c.p.c., potrebbe essere ritenuta sanata per acquiescenza.


Letture consigliate: Gli effetti della notifica a uno solo degli avvocati in procura congiunta


NORME DI RIFERIMENTO

Art. 160 c.p.c.

La notificazione è nulla se non sono osservate le disposizioni circa la persona alla quale deve essere consegnata la copia, o se vi è incertezza assoluta sulla persona a cui è fatta o sulla data, salva l’applicazione degli articoli 156 e 157.

Art. 156 c.p.c.

Non può essere pronunciata la nullità per inosservanza di forme di alcun atto del processo, se la nullità non è comminata dalla legge.
Può tuttavia essere pronunciata quando l’atto manca dei requisiti formali indispensabili per il raggiungimento dello scopo.
La nullità non può mai essere pronunciata, se l’atto ha raggiunto lo scopo a cui è destinato.

Art. 157 c.p.c.

Non può pronunciarsi la nullità senza istanza di parte, se la legge non dispone che sia pronunciata d’ufficio.
Soltanto la parte nel cui interesse è stabilito un requisito può opporre la nullità dell’atto per la mancanza del requisito stesso, ma deve farlo nella prima istanza o difesa successiva all’atto o alla notizia di esso.
La nullità non può essere opposta dalla parte che vi ha dato causa, né da quella che vi ha rinunciato anche tacitamente.

Art. 291 c.p.c.

Se il convenuto non si costituisce e il giudice istruttore rileva un vizio che importi nullità nella notificazione della citazione, fissa all’attore un termine perentorio per rinnovarla. La rinnovazione impedisce ogni decadenza.
Se il convenuto non si costituisce neppure all’udienza fissata a norma del comma precedente, il giudice provvede a norma dell’articolo 171, ultimo comma.
Se l’ordine di rinnovazione della citazione di cui al primo comma non è eseguito, il giudice ordina la cancellazione della causa dal ruolo e il processo si estingue a norma dell’articolo 307, comma terzo.

Art. 645 c.p.c.

L’opposizione si propone davanti all’ufficio giudiziario al quale appartiene il giudice che ha emesso il decreto, con atto di citazione notificato al ricorrente nei luoghi di cui all’articolo 638. Contemporaneamente l’ufficiale giudiziario deve notificare avviso dell’opposizione al cancelliere affinché ne prenda nota sull’originale del decreto.
In seguito all’opposizione il giudizio si svolge secondo le norme del procedimento ordinario davanti al giudice adito ma i termini di comparizione sono ridotti a metà. L’anticipazione di cui all’articolo 163-bis, terzo comma, deve essere disposta fissando l’udienza per la comparizione delle parti non oltre trenta giorni dalla scadenza del termine minimo a comparire.

Art. 647 c.p.c.

Se non è stata fatta opposizione nel termine stabilito, oppure l’opponente non si è costituito, il giudice che ha pronunciato il decreto, su istanza anche verbale del ricorrente, lo dichiara esecutivo. Nel primo caso il giudice deve ordinare che sia rinnovata la notificazione, quando risulta o appare probabile che l’intimato non abbia avuto conoscenza del decreto.
Quando il decreto è stato dichiarato esecutivo a norma del presente articolo, l’opposizione non può essere più proposta né proseguita, salvo il disposto dell’articolo 650, e la cauzione eventualmente prestata è liberata.

Art. 650 c.p.c.

L’intimato può fare opposizione anche dopo scaduto il termine fissato nel decreto, se prova di non averne avuta tempestiva conoscenza per irregolarità della notificazione o per caso fortuito o forza maggiore.
In questo caso l’esecutorietà può essere sospesa a norma dell’articolo precedente.
L’opposizione non è più ammessa decorsi dieci giorni dal primo atto di esecuzione


GIURISPRUDENZA

Cassazione civile sez. I  14 febbraio 2014 n. 3552  
La notificazione del decreto ingiuntivo, anche se nulla, è indice della volontà del creditore di avvalersi del decreto e conseguentemente esclude la presunzione di abbandono del titolo che costituisce il fondamento della previsione di inefficacia di cui all’articolo 644 del Cpc, applicabile esclusivamente in caso di omissione della notificazione o di notificazione inesistente. Ne consegue che, tranne i casi in cui un decreto ingiuntivo non è notificato, o la notifica di esso è giuridicamente inesistente, la parte contro la quale è stato emesso non può, decorso il termine stabilito dall’articolo 644 del Cpc, chiederne la declaratoria di inefficacia, ai sensi dell’articolo 188 delle disposizioni di attuazione del Cpc; se la notifica sia semplicemente nulla, l’inefficacia può essere fatta valere, onde evitare la sanatoria per eventuale acquiescenza, con l’opposizione tardiva ai sensi dell’articolo 650 del Cpc, fornendo la prova di non aver avuto tempestiva conoscenza del decreto ingiuntivo per irregolarità della notificazione.

Cassazione civile sez. VI  17 febbraio 2016 n. 3159  
Nel procedimento di equa riparazione per durata irragionevole del processo, come modificato dalla l. n. 134 del 2012, la notifica al Ministero del solo decreto ingiuntivo e non anche del ricorso, integra una nullità formale ai sensi dell’art. 156, comma 2, c.p.c., poiché non realizza lo scopo dell’atto, costituito dalla piena conoscenza legale della domanda giudiziale da parte dell’amministrazione ingiunta, ma è suscettibile di sanatoria, con efficacia “ex tunc”, ove, a seguito dell’opposizione erariale, il ricorrente esegua tempestivamente la rinnovazione della notifica del ricorso disposta dalla corte d’appello ex art. 291 c.p.c.

Tribunale Salerno, 25/11/2014,  n. 5591
Nell’ambito della disciplina prevista dall’art. 644 c.p.c. – al di fuori del caso della tardività della notifica – l’inefficacia del decreto ingiuntivo è legittimamente riconducibile alla sola ipotesi in cui manchi o sia inesistente la notifica nel termine stabilito da tale disposizione normativa, atteso che la notificazione del decreto ingiuntivo comunque effettuata, anche se nulla, è pur sempre indice della volontà del creditore di avvalersene, con la conseguenza che, potendo tale invalidità essere fatta valere con l’opposizione tardiva contemplata dall’art. 650 c.p.c., deve essere esclusa la presunzione di abbandono del titolo che costituisce il fondamento della previsione di inefficacia di cui all’art. 644 c.p.c. (cfr., ex plurimis, Cass. 1 settembre 2000 n. 11498; Cass. 28 agosto 2009 n. 18791; Cass. 23 agosto 2011 n. 17478).

Cassazione civile sez. III  22 gennaio 2014 n. 1219  
Il debitore sottoposto ad esecuzione forzata in base ad un titolo esecutivo costituito da decreto ingiuntivo non tempestivamente opposto, deve proporre opposizione all’esecuzione ai sensi dell’art. 615, primo comma, cod. proc. civ., se intenda negare che il decreto gli sia mai stato validamente notificato, mentre, ove intenda dolersi della sola irregolarità della notificazione, deve proporre opposizione tardiva a decreto ingiuntivo, ai sensi dell’art. 650 cod. proc. civ. Cassa senza rinvio, Giud. Pace Milazzo, 08/09/2007 […]

Quando l’esecuzione forzata è minacciata in virtù di un decreto ingiuntivo dichiarato esecutivo per mancata opposizione, la parte intimata dispone in teoria di due strumenti di difesa.

Nel caso in cui si dolga della totale inesistenza della notificazione del decreto ingiuntivo, può proporre opposizione all’esecuzione ai sensi dell’art. 615 c.p.c., comma 1, dinanzi al giudice competente per materia o valore e per territorio a norma dell’art. 27 c.p.c.. Questo mezzo è necessario quando la parte opponente nega che in suo confronto sia mai stata eseguita un’operazione di notificazione giuridicamente qualificabile come tale: sostiene, perciò, che l’ingiunzione è divenuta inefficace (art. 644 cod. proc. civ.) e non ha acquistato esecutorietà per la mancanza dell’opposizione.

Nel caso, invece, in cui la parte intimata intenda dolersi non già dell’inesistenza della notificazione del decreto ingiuntivo, ma della sua irregolarità, il mezzo messole a disposizione dall’ordinamento è l’opposizione tardiva a decreto ingiuntivo, di cui all’art. 650 c.p.c., che va proposta dinanzi al giudice che lo ha emesso. Con questo mezzo, la parte opponente non contesta che la notificazione sia stata eseguita, ma sostiene che è stata fatta in modo irregolare e che perciò non ne ha avuto conoscenza, sicché non è stata posta in grado di presentare opposizione al decreto tempestivamente (art. 641 c.p.c., comma 1, e art.645 c.p.c.).

Quest’opposizione non può essere proposta oltre il termine di dieci giorni, decorrente dal primo atto di esecuzione (art. 650 c.p.c., comma 3).

Da ciò consegue che il debitore esecutato non può proporre opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c., se a fondamento della stessa invochi una nullità della notificazione del decreto; per converso non può proporre opposizione tardiva ex art. 650 c.p.c., se a fondamento di essa denunci l’inesistenza della notificazione del decreto ingiuntivo.

Questi principi, affermati per la prima volta da Sez. 3, Sentenza n. 5884 del 14/06/1999 (Rv. 527446), sono stati in seguito condivisi dall’autorità delle Sezioni Unite di questa Corte (Sez. U, Sentenza n. 9938 del 12/05/2005, Rv. 582806), e sono divenuti infine ius receptum nella giurisprudenza di legittimità (nello stesso senso, ex aliis, Sez. 3, Sentenza n. 15892 del 07/07/2009, Rv. 608806; Sez. 3, Sentenza n. 8011 del 02/04/2009, Rv. 607885; Sez. 3, Sentenza n. 18847 del 09/07/2008, Rv. 604400; Sez. 3, Sentenza n. 10495 del 01/06/2004, Rv. 573331; Sez. 1, Sentenza n. 10183 del 26/07/2001, Rv. 548488).


Cassazione civile sez. VI  04 dicembre 2014 n. 25713  
La nullità della notificazione del decreto ingiuntivo, anche se causa di inefficacia del decreto quale titolo esecutivo, può essere eccepita dall’intimato solamente nel giudizio di opposizione al provvedimento monitorio, ai sensi dell’art. 645 cod. proc. civ., ovvero con l’opposizione tardiva ex art. 650 cod. proc. civ., qualora la nullità abbia impedito all’opponente di averne tempestiva conoscenza, e non anche successivamente alla notificazione del precetto, con l’opposizione di cui agli artt. 615 o 617 cod. proc. civ., davanti ad un giudice diverso da quello funzionalmente competente a giudicare sull’opposizione a decreto ingiuntivo


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Avv. Stefania Giordano

Author: Avv. Stefania Giordano

Area di competenza:
Diritto Civile e Commerciale, Processo Civile telematico.
Abilitata all’esercizio della professione forense nel 1999, esercita l’attività professionale a Palermo nell’ambito del diritto civile e commerciale.
E’ componente dell’Associazione Centro Studi Processo Telematico – CSPT – che riunisce numerosi studiosi di informatica giuridica e processo telematico. Nata dall’idea di costituire un osservatorio permanente sulla informatizzazione dell’attività giudiziaria in materia civile, penale, amministrativa, contabile e tributaria, abbraccia tutti i campi dell’informatica giuridica con il preciso scopo di divulgare le conoscenze in questa materia. http://www.cspt.pro/
E’ fondatore del sito di informazione giuridica e giustizia telematica, Nostralex (https://www.nostralex.it/), i cui contenuti mirano a facilitare l’approccio degli operatori del diritto al processo telematico e all’utilizzo delle notifiche a mezzo posta elettronica certificata, mediante la pubblicazione di guide, risorse, utility, commenti a sentenze e approfondimenti sullo specifico tema.
E’ autrice della web app “Gli adempimenti nel processo civile telematico” e delle seguenti guide pubblicate nei siti nostralex.it e diritto.it:
Codice dell’Avvocato Telematico;
Schede Pratiche dell’Avvocato Telematico: Procedimento monitorio telematico;
Schede Pratiche dell’Avvocato Telematico – Notifica pec dell’atto introduttivo e iscrizione a ruolo telematica della causa;
Guida pratica alla ricerca telematica dei beni da pignorare ex art. 492bis c.p.c.

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