Guida pratica ricerca telematica dei beni da pignorare

investigatore e libri su art. 492bis

Ricerca telematica dei beni da pignorare: dall’istanza ex art. 492 bis c.p.c. alla richiesta di informazioni ai gestori delle banche dati


di Avv. Stefania Giordano

Ricerca telematica beni da pignorare 492bis

Sommario

INTRODUZIONE

1. DISPOSIZIONI NORMATIVE

2. I SOGGETTI LEGITTIMATI A PROPORRE L’ISTANZA EX ART. 492 BIS C.P.C.

3. LE FINALITA’ DELLA RICERCA 

4. MODELLO ISTANZA EX ART. 492-BIS C.P.C.

5. IL DEPOSITO TELEMATICO DELL’ISTANZA EX ART. 492-BIS C.P.C. – VADEMECUM IMMAGINE

6. LA CREAZIONE DELLA BUSTA TELEMATICA

7. RICHIESTA DI ACCESSO AI GESTORI DELLE BANCHE DATI

8. VADEMECUM IMMAGINE DELL’ITER AMMINISTRATIVO

9. LA RICHIESTA DI ACCESSO ALL’AGENZIA DELLE ENTRATE E LE INFORMAZIONI OTTENIBILI

10. L’ISTANZA ALLA DIREZIONE REGIONALE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

11. L’ISTANZA DA INOLTRARE ALL’I.N.P.S.

 


INTRODUZIONE


taccuino e scritta introsuzione ricerca telematica beni da pignorare

In virtù dell’art. 492 bis c.p.c., introdotto dal decreto legge 132/2014, come modificato dal D.L. 83/2015, il creditore, prima di procedere all’espropriazione forzata, può acquisire tutte le informazioni sulle risorse reddituali e patrimoniali del debitore utilmente aggredibili.

Come noto, alcuni registri possono essere liberamente consultati, come quelli del P.R.A., dell’Agenzia del Territorio e del Registro delle Imprese, per accertare la consistenza patrimoniale del debitore o verificare bilanci e status di imprese e società.

A volte, tuttavia, la consultazione di tali registri pubblici può rivelarsi non risolutiva, né particolarmente utile se, in ragione dell’entità del credito o della necessità di intraprendere un’esecuzione rapida e relativamente economica, come l’espropriazione presso terzi, si vogliano pignorare somme, titoli, stipendi o crediti del debitore.

Per soddisfare tali esigenze, l’art. 492-bis c.p.c. – “Ricerca con modalità telematiche dei beni da pignorare“, consente al creditore che dispone di un titolo esecutivo e che abbia già notificato al debitore l’atto di precetto, di procedere alla ricerca telematica dei beni da pignorare, previa autorizzazione del Presidente del Tribunale del luogo in cui il debitore ha la residenza, il domicilio, la dimora o la sede.

In particolare, come dispone l’articolo 492-bis c.p.c., su istanza del creditore, il presidente del tribunale o un giudice da lui delegato dispone che l’ufficiale giudiziario acceda mediante collegamento telematico diretto ai dati contenuti nelle banche dati delle pubbliche amministrazioni e, in particolare, nell’anagrafe tributaria, compreso l’archivio dei rapporti finanziari, e in quelle degli enti previdenziali, per l’acquisizione di tutte le informazioni rilevanti per l’individuazione di cose e crediti da sottoporre ad esecuzione, comprese quelle relative ai rapporti intrattenuti dal debitore con istituti di credito e datori di lavoro o committenti.

Terminate le operazioni l’ufficiale giudiziario redige un unico processo verbale nel quale indica tutte le banche dati interrogate e le relative risultanze e procede al pignoramento dei beni scelti dal creditore (art. 155-ter disp.att.c.p.c.).

Ma nel caso in cui le strutture tecnologiche necessarie a consentire l’accesso diretto da parte dell’ufficiale giudiziario alle banche dati di cui all’articolo 492-bis c.p.c. e a quelle individuate con il decreto di cui all’articolo 155-quater, primo comma, non dovessero essere funzionanti, l’art. 155-quinquies disp. att. c.p.c. consente al creditore, previa autorizzazione del Presidente del Tribunale, di ottenere direttamente dai gestori delle banche dati previste dall’art. 492-bis c.p.c. e dall’art. 155-quater disp. att. c.p.c., le informazioni ivi contenute.

Tale disposizione, che disciplina la ricerca telematica dei beni da pignorare, si applica limitatamente a ciascuna delle banche dati comprese nell’anagrafe tributaria, ivi incluso l’archivio dei rapporti finanziari, nonché a quelle degli enti previdenziali, sino all’inserimento di ognuna di esse nell’elenco di cui all’articolo 155-quater, primo comma.

Quindi, per il combinato disposto degli art. 492-bis c.p.c. e 155 quinquies disp. att. c.p.c., il creditore, previa autorizzazione del Presidente del Tribunale, può acquisire direttamente dalle pubbliche amministrazioni le informazioni contenute nelle banche dati comprese nell’anagrafe tributaria, ivi incluso l’archivio dei rapporti finanziari, nonché in quelle degli enti previdenziali, se gli ufficiali giudiziari non dispongono delle strutture necessarie atte a consentire il loro accesso diretto alle banche dati.

Di seguito tutti i dettagli dell’istituto della ricerca telematica dei beni da pignorare, con particolare riferimento alla diretta fruibilità da parte del creditore delle informazioni contenute nelle banche dati.


1.

DISPOSIZIONI NORMATIVE

le norme che regolano l’istituto della ricerca telematica dei beni da pignorare

professionista con tre libri aperti sulla scrivania

 

art. 492 bis c.p.c.art. 155-bis disp.att.c.p.c.art. 155-ter disp.att.c.p.c.art. 155-quater disp.att.c.p.c.art. 155-quinquies disp. att. c.p.c.art. 155-sexies disp. att. c.p.c.
Art. 492-bis. Ricerca con modalità telematiche dei beni da pignorare.

Su istanza del creditore, il presidente del tribunale del luogo in cui il debitore ha la residenza, il domicilio, la dimora o la sede, verificato il diritto della parte istante a procedere ad esecuzione forzata, autorizza la ricerca con modalità telematiche dei beni da pignorare. L’istanza deve contenere l’indicazione dell’indirizzo di posta elettronica ordinaria ed il numero di fax del difensore nonché, ai fini dell’articolo 547, dell’indirizzo di posta elettronica certificata. L’istanza non può essere proposta prima che sia decorso il termine di cui all’articolo 482. Se vi è pericolo nel ritardo, il presidente del tribunale autorizza la ricerca telematica dei beni da pignorare prima della notificazione del precetto.

Fermo quanto previsto dalle disposizioni in materia di accesso ai dati e alle informazioni degli archivi automatizzati del Centro elaborazione dati istituito presso il Ministero dell’interno ai sensi dell’articolo 8 della legge 1° aprile 1981, n. 121, con l’autorizzazione di cui al primo comma il presidente del tribunale o un giudice da lui delegato dispone che l’ufficiale giudiziario acceda mediante collegamento telematico diretto ai dati contenuti nelle banche dati delle pubbliche amministrazioni e, in particolare, nell’anagrafe tributaria, compreso l’archivio dei rapporti finanziari, e in quelle degli enti previdenziali, per l’acquisizione di tutte le informazioni rilevanti per l’individuazione di cose e crediti da sottoporre ad esecuzione, comprese quelle relative ai rapporti intrattenuti dal debitore con istituti di credito e datori di lavoro o committenti. Terminate le operazioni l’ufficiale giudiziario redige un unico processo verbale nel quale indica tutte le banche dati interrogate e le relative risultanze. L’ufficiale giudiziario procede a pignoramento munito del titolo esecutivo e del precetto, anche acquisendone copia dal fascicolo informatico. Nel caso di cui al primo comma, quarto periodo, il precetto è consegnato o trasmesso all’ufficiale giudiziario prima che si proceda al pignoramento.

Se l’accesso ha consentito di individuare cose che si trovano in luoghi appartenenti al debitore compresi nel territorio di competenza dell’ufficiale giudiziario, quest’ultimo accede agli stessi per provvedere d’ufficio agli adempimenti di cui agli articoli 517, 518 e 520. Se i luoghi non sono compresi nel territorio di competenza di cui al periodo precedente, copia autentica del verbale è rilasciata al creditore che, entro quindici giorni dal rilascio a pena d’inefficacia della richiesta, la presenta, unitamente all’istanza per gli adempimenti di cui agli articoli 517, 518 e 520, all’ufficiale giudiziario territorialmente competente.

L’ufficiale giudiziario, quando non rinviene una cosa individuata mediante l’accesso nelle banche dati di cui al secondo comma, intima al debitore di indicare entro quindici giorni il luogo in cui si trova, avvertendolo che l’omessa o la falsa comunicazione è punita a norma dell’articolo 388, sesto comma, del codice penale.

Se l’accesso ha consentito di individuare crediti del debitore o cose di quest’ultimo che sono nella disponibilità di terzi, l’ufficiale giudiziario notifica d’ufficio, ove possibile a norma dell’articolo 149-bis o a mezzo telefax, al debitore e al terzo il verbale, che dovrà anche contenere l’indicazione del credito per cui si procede, del titolo esecutivo e del precetto, dell’indirizzo di posta elettronica certificata di cui al primo comma, del luogo in cui il creditore ha eletto domicilio o ha dichiarato di essere residente, dell’ingiunzione, dell’invito e dell’avvertimento al debitore di cui all’articolo 492, primo, secondo e terzo comma, nonché l’intimazione al terzo di non disporre delle cose o delle somme dovute, nei limiti di cui all’articolo 546. Il verbale di cui al presente comma è notificato al terzo per estratto, contenente esclusivamente i dati a quest’ultimo riferibili.

Quando l’accesso ha consentito di individuare più crediti del debitore o più cose di quest’ultimo che sono nella disponibilità di terzi l’ufficiale giudiziario sottopone ad esecuzione i beni scelti dal creditore.

Quando l’accesso ha consentito di individuare sia cose di cui al terzo comma che crediti o cose di cui al quinto comma, l’ufficiale giudiziario sottopone ad esecuzione i beni scelti dal creditore.

art. 155-bis disp.att.c.p.c. – Archivio dei rapporti finanziari

Per archivio dei rapporti finanziari di cui all’articolo 492-bis, secondo comma, del codice si intende la sezione di cui all’articolo 7, sesto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605.

art. 155 ter disp.att.c.p.c. – Partecipazione del creditore alla ricerca dei beni da pignorare con modalità telematiche

La partecipazione del creditore alla ricerca dei beni da pignorare di cui all’articolo 492-bis del codice ha luogo a norma dell’articolo 165 di queste disposizioni.

Nei casi di cui all’articolo 492-bis, sesto e settimo comma, l’ufficiale giudiziario, terminate le operazioni di ricerca dei beni con modalità telematiche, comunica al creditore le banche dati interrogate e le informazioni dalle stesse risultanti a mezzo telefax o posta elettronica anche non certificata, dandone atto a verbale. Il creditore entro dieci giorni dalla comunicazione indica all’ufficiale giudiziario i beni da sottoporre ad esecuzione; in mancanza la richiesta di pignoramento perde efficacia.

art. 155 quater disp.att.c.p.c. – Modalità di accesso alle banche dati

Le pubbliche amministrazioni che gestiscono banche dati contenenti informazioni utili ai fini della ricerca di cui all’articolo 492-bis del codice mettono a disposizione degli ufficiali giudiziari gli accessi, con le modalità di cui all’articolo 58 del codice di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni, su richiesta del Ministero della giustizia. Sino a quando non sono definiti dall’Agenzia per l’Italia digitale gli standard di comunicazione e le regole tecniche di cui al comma 2 del predetto articolo 58 e, in ogni caso, quando l’amministrazione che gestisce la banca dati o il Ministero della giustizia non dispongono dei sistemi informatici per la cooperazione applicativa di cui all’articolo 72, comma 1, lettera e), del medesimo codice di cui al decreto legislativo n. 82 del 2005, l’accesso è consentito previa stipulazione, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, di una convenzione finalizzata alla fruibilità informatica dei dati, sentito il Garante per la protezione dei dati personali. Il Ministero della giustizia pubblica sul portale dei servizi telematici l’elenco delle banche dati per le quali è operativo l’accesso da parte dell’ufficiale giudiziario per le finalità di cui all’articolo 492-bis del codice.

Il Ministro della giustizia può procedere al trattamento dei dati acquisiti senza provvedere all’informativa di cui all’articolo 13 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.

E’ istituito, presso ogni ufficio notifiche, esecuzioni e protesti, il registro cronologico denominato «Modello ricerca beni», conforme al modello adottato con il decreto del Ministro della giustizia di cui al primo comma.

L’accesso da parte dell’ufficiale giudiziario alle banche dati di cui all’articolo 492-bis del codice e a quelle individuate con il decreto di cui al primo comma è gratuito. La disposizione di cui al periodo precedente si applica anche all’accesso effettuato a norma dell’articolo 155-quinquies di queste disposizioni.

art. 155-quinquies disp. att. c.p.c. – Accesso alle banche dati tramite i gestori

Quando le strutture tecnologiche, necessarie a consentire l’accesso diretto da parte dell’ufficiale giudiziario alle banche dati di cui all’articolo 492-bis del codice e a quelle individuate con il decreto di cui all’articolo 155-quater, primo comma, non sono funzionanti, il creditore, previa autorizzazione a norma dell’articolo 492-bis, primo comma, del codice, può ottenere dai gestori delle banche dati previste dal predetto articolo e dall’articolo 155-quater di queste disposizioni le informazioni nelle stesse contenute.

La disposizione di cui al primo comma si applica, limitatamente a ciascuna delle banche dati comprese nell’anagrafe tributaria, ivi incluso l’archivio dei rapporti finanziari, nonché a quelle degli enti previdenziali, sino all’inserimento di ognuna di esse nell’elenco di cui all’articolo 155-quater, primo comma.

art. 155-sexies disp.att.c.p.c. – Ulteriori casi di applicazione delle disposizioni per la ricerca con modalità telematiche dei beni da pignorare

Le disposizioni in materia di ricerca con modalità telematiche dei beni da pignorare si applicano anche per l’esecuzione del sequestro conservativo e per la ricostruzione dell’attivo e del passivo nell’ambito di procedure concorsuali di procedimenti in materia di famiglia e di quelli relativi alla gestione di patrimoni altrui. Ai fini del recupero o della cessione dei crediti, il curatore, il commissario e il liquidatore giudiziale possono avvalersi delle medesime disposizioni anche per accedere ai dati relativi ai soggetti nei cui confronti la procedura ha ragioni di credito, anche in mancanza di titolo esecutivo nei loro confronti. Quando di tali disposizioni ci si avvale nell’ambito di procedure concorsuali e di procedimenti in materia di famiglia, l’autorizzazione spetta al giudice del procedimento.


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I SOGGETTI LEGITTIMATI A PROPORRE L’ISTANZA EX ART. 492 BIS C.P.C.

cinque professionisti con dietro banconote

 

  1. Creditore munito di titolo esecutivo che ha già proceduto alla notifica dell’atto di precetto e sia decorso il termine dilatorio previsto dall’art. 482 c.p.c. Tuttavia, se vi è pericolo nel ritardo, il Presidente del Tribunale autorizza la ricerca telematica dei beni da pignorare prima della notificazione del precetto.
  2. Curatore, Commissario e Liquidatore giudiziale ai fini del recupero o della cessione dei crediti, per accedere ai dati relativi ai soggetti nei cui confronti la procedura ha ragioni di credito, anche in mancanza di titolo esecutivo nei loro confronti. In tali ipotesi, come nel caso dei procedimenti in materia di famiglia, l’autorizzazione spetta al giudice del procedimento.

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LE FINALITA’ DELLA RICERCA 

la ricerca telematica dei beni da pignorare soddisfa plurime esigenze

giudice autorizza ricerca telematica beni da pignorare

La ricerca telematica dei beni da pignorare può essere utile per la soddisfazione di svariati interessi e iniziative giudiziali.

Ecco quelle previste dalle disposizioni normative che disciplinano l’istituto:

  • Esecuzione forzata
  • Esecuzione del sequestro conservativo
  • Ricostruzione dell’attivo e del passivo nell’ambito di procedure concorsuali (l’autorizzazione spetta al giudice del procedimento)
  • Recupero e cessione dei crediti delle procedure concorsuali (l’autorizzazione spetta al giudice del procedimento)
  • Ricostruzione dell’attivo e del passivo nell’ambito dei procedimenti in materia di famiglia (l’autorizzazione spetta al giudice del procedimento)
  • Ricostruzione dell’attivo e del passivo nell’ambito dei procedimenti relativi alla gestione di patrimoni altrui.

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MODELLO ISTANZA EX ART. 492-BIS C.P.C.

da depositare presso il Tribunale del luogo di residenza, domicilio, dimora o sede del debitore

penna elegante su un documento


L’istanza per la ricerca telematica dei beni da pignorare ex art. 492-bis c.p.c. si propone al Presidente del Tribunale del luogo in cui il debitore ha la residenza, il domicilio, la dimora o la sede e deve contenere l’indicazione dell’indirizzo di posta elettronica ordinaria, il numero di fax del difensore e ai fini dell’articolo 547 c.p.c., l’indirizzo di posta elettronica certificata.

La Sezione competente a istruire l’istanza è la Volontaria Giurisdizione.

L’istanza può essere proposta dopo la notifica del titolo esecutivo e dell’atto di precetto, decorso il termine dilatorio previsto dall’articolo 482, ma se vi è pericolo nel ritardo, il Presidente del Tribunale autorizza la ricerca telematica dei beni da pignorare prima della notificazione del precetto.

Di seguito un modello dell’istanza ex art. 492-bis c.p.c.

TRIBUNALE CIVILE DI ___________

SEZIONE VOLONTARIA GIURISDIZIONE

ISTANZA EX ART. 492-BIS C.P.C.

ILL.MO SIG. PRESIDENTE

Il ____(creditore)______, nato a__________ il __________ residente in ___________ via __________ C.F. ___________ elettivamente domiciliato in ______________ Via____________ presso lo Studio dell’Avv.________________ (CF._____________, indirizzo di posta ordinaria___________ indirizzo pec____________ fax____________) che lo rappresenta e difende giusta procura posta su foglio separato in calce al presente atto

PREMESSO

– che con sentenza (o altro titolo esecutivo) n. ________  emessa dal Tribunale Civile di ________ in data_____ in esito al giudizio avente il numero di RGI_______, il Sig. ____(debitore)____ è stato condannato al pagamento della somma di €__________ oltre spese di lite (all. 1);

– che il titolo sopra descritto è stato munito di formula esecutiva addì________ e in tale forma è stato notificato al debitore contestualmente all’atto di precetto in data___________ per il pagamento della complessiva somma di €______(all. 2);

– che è decorso il termine di cui all’art. 482 c.p.c. senza che il debitore abbia corrisposto la somma precettata;

RITENUTO

– che occorre procedere ad esecuzione forzata per il recupero delle somme dovute

– che il creditore ha interesse a ottenere dai gestori delle banche dati previste dall’articolo 492-bis, primo comma c.p.c. e dall’art. 155-quater disp. att. c.p.c. le informazioni sui beni del debitore utilmente pignorabili.

– che gli Ufficiali Giudiziari allo stato non dispongono delle strutture tecnologiche funzionanti, necessarie a consentire l’accesso diretto da parte dei predetti alle banche dati di cui all’articolo 492-bis c.p.c. e che non è stato ancora emanato il decreto ministeriale previsto dall’art. 155 quater disp. att. c.p.c.

– che l’art. 155-quinquies disp. att. c.p.c., in siffatte ipotesi e sino all’attuazione delle disposizioni contenute nell’art. 155-quater, comma 1, disp.att. c.p.c., consente al creditore, previa autorizzazione a norma dell’articolo 492-bis, primo comma c.p.c., di ottenere direttamente dai gestori delle banche dati previste dal cennato articolo e dall’art. 155-quater disp. att. c.p.c., le informazioni ivi contenute. 

Tutto ciò premesso, il ___(creditore)___ ut supra rappresentato ed elettivamente domiciliato, chiede che

VOGLIA L’ILL.MO SIG. PRESIDENTE

Autorizzare il Sig. ________(generalità complete e CF creditore)_________ ad accedere alle banche dati delle Pubbliche Amministrazioni indicate dagli artt. 492-bis c.p.c., 155-quater e 155 quinquies disp. att. c.p.c. o alle quali le stesse possono accedere, comprese le banche dati dell’anagrafe tributaria, l’archivio dei rapporti finanziari e quelle degli enti previdenziali, al fine di acquisire tutte le informazioni utili relative a ________(generalità complete e CF del debitore)_________ per l’individuazione dei beni e dei crediti da sottoporre ad esecuzione forzata e dei rapporti intrattenuti dal predetto debitore con istituti di credito, datori di lavoro o committenti.

Quale mezzo al fine si producono i seguenti documenti:

  • all. 1 titolo esecutivo____________
  • all. 2 atto di precetto del_________

Ai fini del presente procedimento, si indicano di seguito i recapiti per le comunicazioni e notificazioni di legge:

MAIL ORDINARIA _____________

FAX____________

PEC_____________

Con ogni osservanza

Luogo, data e firma


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IL DEPOSITO TELEMATICO DELL’ISTANZA EX ART. 492-BIS C.P.C.

VADEMECUM IMMAGINE

buste che escono da un computer portatile

L’istanza ex art. 492 bis c.p.c., può essere depositata in modalità cartacea o telematica.

Qualora si volesse optare per quest’ultima modalità di deposito, di seguito il vademecum immagine con i passaggi da osservare

Clicca sull’immagine per ingrandirla

lista adempimenti deposito telematico istanza 492bis

 


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LA CREAZIONE DELLA BUSTA TELEMATICA 

parametri da inserire nel redattore e i documenti da allegare

Parametri da selezionare per la creazione della busta telematica

Registro: Volontaria Giurisdizione

Ruolo: Generale degli Affari di Volontaria Giurisdizione

Grado: primo

Tipo parte: Attore, appellante, ricorrente

Tipo atto: ricorso

Atti: Fase introduttiva Ricorso

Codice oggetto: 401003 “Ricerca con modalità telematica dei beni da pignorare – Art. 492 bis”

Atti da caricare/allegare alla busta

Atto principale: Istanza ex art. 492-bis c.p.c. (va firmata digitalmente)

Allegati:

  1. procura alle liti (va firmata digitalmente)
  2. titolo esecutivo (va firmato digitalmente se contiene l’attestazione di conformità)
  3. atto di precetto (va firmato digitalmente se contiene l’attestazione di conformità)
  4. attestazione di conformità di titolo e precetto, se redatta su foglio separato (va firmata digitalmente)
  5. contributo unificato (ricevuta telematica o copia scansionata delle marche acquistate con il sistema lottomatica)

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RICHIESTA DI ACCESSO AI GESTORI DELLE BANCHE DATI

laptop

Dopo l’emissione del provvedimento autorizzativo da parte del Tribunale competente, occorre rivolgere alle pubbliche amministrazioni specifica istanza di accesso alle banche dati contenenti le informazioni utili per l’individuazione delle cose e dei crediti da sottoporre ad esecuzione e segnatamente a ciascuna delle banche dati indicate negli artt. 492-bis c.p.c., 155 quater e quinquies disp.att. c.p.c., comprese nell’anagrafe tributaria, ivi incluso l’archivio dei rapporti finanziari  e alle banche dati degli enti previdenziali.

Per evitare il rigetto dell’istanza, è consigliabile prima dell’inoltro, accedere al sito internet della pubblica amministrazione che gestisce le banche dati, al fine di acquisire tutte le informazioni sui documenti da allegare, sul contenuto dell’istanza e sulle modalità di trasmissione, nonché per reperire gli indirizzi dell’Ufficio competente a istruire l’istanza e quello di posta elettronica certificata al quale inoltrarla.

Alle richieste di accesso formulate alle P.A. ai sensi degli artt. 492-bis c.p.c. e 155-quinquies disp. att. c.p.c., devono essere allegati i seguenti documenti:

• duplicato o copia informatica attestata conforme dall’avvocato, dell’istanza ex art. 492-bis c.p.c. e dell’autorizzazione del Presidente del Tribunale all’accesso delle informazioni contenute nelle banche dati, che indichi le generalità complete del creditore e del debitore;

• procura alle liti ed eventuali ulteriori documenti richiesti dall’Ufficio competente

Per le operazioni di ricerca, visura e rilascio di copia dei documenti, l’istante deve corrispondere il pagamento di tributi speciali e compensi da assolvere prima del rilascio delle informazioni.

Di seguito gli step dell’iter amministrativo, indicati in un comodo vademecum immagine


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VADEMECUM IMMAGINE DELL’ITER AMMINISTRATIVO

Clicca sull’immagine per ingrandirla

lista adempimenti accesso banche dati 492bis


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LA RICHIESTA DI ACCESSO ALL’AGENZIA DELLE ENTRATE

E LE INFORMAZIONI OTTENIBILI

mano che clicca sul simbolo dell'agenzia delle entrate

Per quanto concerne le banche dati comprese nelll’anagrafica tributaria e nell’archivio dei rapporti finanziari, la richiesta di accesso va inoltrata alla Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate dove ha sede il Tribunale che ha emesso l’ordinanza di autorizzazione a favore del creditore.

L’istanza può essere inoltrata a mezzo pec, racc a/r o a mani presso l’Ufficio competente unitamente alla copia del documento di riconoscimento del difensore/incaricato munito di delega.

Nel caso di inoltro della richiesta di accesso a mezzo posta elettronica certificata (ma anche nel caso di racc a/r o consegna a mani), alcuni Uffici dell’Agenzia delle Entrate, al fine di agevolare la corretta assegnazione delle istanze, richiedono che nell’oggetto della pec venga inserita la seguente dicitura: “Accesso alle banche dati ex art. 492-bis cpc – autorizzato dal Tribunale di _______ RG n. _____ – Avvocato ______ – Debitore _______”.

L’Agenzia delle Entrate, salvo espressa diversa richiesta, effettua la ricerca sull’ultimo quinquennio e comunica i risultati della visura dell’Anagrafe dei rapporti finanziari anche in caso di esito negativo.

Le informazioni che possono essere fornite dall’Agenzia delle Entrate a seguito di specifica richiesta di accesso sono:

ultima dichiarazione dei redditi presentata dal debitore ad esclusione dei quadri contenenti dati sensibili (ad esempio, quadri FA ed RP), compresi eventuali quadri Iva.

certificazione dei redditi percepiti dal debitore come risultanti dalle dichiarazioni presentate dai sostituti d’imposta (ultima annualità per la quale vi sono dati disponibili);

elenco degli atti del registro (estremi), registrati nell’ultimo quinquennio, salvo espressa richiesta di un periodo più ampio e comunque non oltre il 1986;

elenco (ultima annualità disponibile alla data dell’accesso) degli istituti di credito e degli altri intermediari finanziari con i quali il debitore intrattiene rapporti finanziari e natura dei rapporti finanziari intrattenuti. Su quest’ultimo punto, l’Agenzia delle Entrate ha già tenuto a precisare che nell’archivio dei rapporti finanziari non sono presenti dati relativi a saldi, giacenza media o singoli movimenti.

L’Agenzia delle Entrate non fornisce le informazioni relative alla proprietà di auto o natanti del soggetto debitore (da acquisire mediante visura al PRA) oppure dati previdenziali (da richiedere agli Enti preposti) e informazioni ipotecarie e catastali relative agli immobili (da acquisire mediante consultazione dei registri degli Uffici Provinciali – Territorio).


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L’ISTANZA ALLA DIREZIONE REGIONALE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE


Luogo, ___/____/_____

Spett.le

Agenzia delle Entrate

 Direzione Regionale del________

 Via __________ n.____

CAP____ – CITTA’_____

PEC ____________

Oggetto: Richiesta di accesso alle banche dati ex art. 492-bis cpc – autorizzato dal Tribunale di _______ RG n. _____ – Avvocato ______ – Debitore ______________

 

Spett.le Ufficio,

il Sig.__________ (generalità complete del cliente creditore e CF), per tramite dello scrivente difensore, giusta procura allegata, nel trasmettere copia autentica dell’istanza ex art. 492-bis c.p.c. del____ e del provvedimento autorizzativo emesso ai sensi del richiamato articolo e dell’art. 155 quater e quienques disp. att. c.p.c. in data ______dal Presidente del Tribunale di ____________  nell’ambito del procedimento di Volontaria Giurisdizione n.__/____

CHIEDE

che codesto Spett.le Ufficio, in qualità di gestore delle banche dati, fornisca tutte le informazioni utili per l’individuazione di cose e crediti da sottoporre ad esecuzione, contenute in ciascuna delle banche dati comprese nell’anagrafe tributaria, ivi incluso l’archivio dei rapporti finanziari, indicate negli artt. 492-bis c.p.c. e 155 quater e quinquies disp.att. c.p.c., relative al seguente debitore:

Sig._________________ nato a ________ il ___________, residente in ______________, via __________________________, C.F. __________________,

Si rivolge invito a riscontrare con cortese sollecitudine la presente richiesta, al fine di evitare la perenzione dell’atto di precetto, notificato il____________

Si allegano i seguenti documenti estratti dal fascicolo informatico del procedimento n.______ sopra richiamato:

– Copia autentica (o duplicato) istanza ex art. 492-bis c.p.c. del_______

– Copia autentica (o duplicato) ordinanza ex art. 492-bis c.p.c. del Presidente del Tribunale di ________ del___

– Copia autentica procura alle liti

– eventuali ulteriori documenti richiesti dall’Ufficio

Distinti saluti

Avv. ______________


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L’ISTANZA DA INOLTRARE ALL’I.N.P.S.

dito che clicca sul logo dell'inps

Le banche dati degli Enti previdenziali forniscono informazioni relative ad eventuali posizioni pensionistiche e all’esistenza di rapporti di lavoro dipendente con datori di lavoro pubblici/privati.

Di seguito un modello di richiesta di accesso.

________, lì __________________

Spett.le

I.N.P.S.

Direzione Provinciale di _________

Via_______ n.________

CAP________ CITTA’__________

PEC_______________

Oggetto: Richiesta di accesso alle banche dati ex art. 492-bis cpc – autorizzato dal Tribunale di _______ RG n. _____ – Avvocato ______ – Debitore ______________

Spett.le Ufficio,

il Sig.__________ (generalità complete del cliente creditore e CF), per tramite dello scrivente difensore, giusta procura allegata, nel trasmettere copia autentica dell’istanza ex art. 492-bis c.p.c. del____ e del provvedimento autorizzativo emesso ai sensi del richiamato articolo e dell’art. 155 quienques disp. att. c.p.c. in data ______dal Presidente del Tribunale di ____________  nell’ambito del procedimento di Volontaria Giurisdizione n.__/____

CHIEDE

che codesto Spett.le Ufficio, in qualità di gestore delle banche dati, fornisca tutte le informazioni utili per l’individuazione di cose e crediti da sottoporre ad esecuzione, contenute nelle banche dati e archivi accessibili da parte dell’Ente previdenziale indicate negli artt. 492-bis c.p.c. e 155 quater e quinquies disp.att. c.p.c., ivi incluse le informazioni relative all’esistenza di rapporti di lavoro dipendente con datori di lavoro pubblici/privati o committenti, relative al seguente debitore:

Sig. (debitore)_______________, nato il________ a_________, residente in____________ Via_______, (C.F. ________________)

Si rivolge invito a riscontrare con cortese sollecitudine la presente richiesta, al fine di evitare la perenzione dell’atto di precetto, notificato il____________

Si allegano i seguenti documenti:

Copia conforme istanza ex art. 492-bis c.p.c. del_______

Copia conforme ordinanza ex art. 492-bis c.p.c. del Presidente del Tribunale di ________ del___

Copia conforme procura alle liti

Copia documento d’identità del Sig._______ (creditore istante)

Distinti saluti

Avv. ______________

 


Avvertenze

verifica la correttezza e attualità del superiore contenuto

Per la natura degli argomenti trattati e la continua evoluzione degli istituti, verifica la correttezza e attualità delle informazioni e formule sopra riportate, da intendersi comunque a carattere indicativo e frutto di interpretazione personale dell’autrice delle norme che disciplinano la materia.


 

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Author: Avv. Stefania Giordano

Area di competenza:
Diritto Civile e Commerciale, Processo Civile telematico.
Abilitata all’esercizio della professione forense nel 1999, esercita l’attività professionale a Palermo nell’ambito del diritto civile e commerciale.
E’ componente dell’Associazione Centro Studi Processo Telematico – CSPT – che riunisce numerosi studiosi di informatica giuridica e processo telematico. Nata dall’idea di costituire un osservatorio permanente sulla informatizzazione dell’attività giudiziaria in materia civile, penale, amministrativa, contabile e tributaria, abbraccia tutti i campi dell’informatica giuridica con il preciso scopo di divulgare le conoscenze in questa materia. http://www.cspt.pro/
E’ fondatore del sito di informazione giuridica e giustizia telematica, Nostralex (https://www.nostralex.it/), i cui contenuti mirano a facilitare l’approccio degli operatori del diritto al processo telematico e all’utilizzo delle notifiche a mezzo posta elettronica certificata, mediante la pubblicazione di guide, risorse, utility, commenti a sentenze e approfondimenti sullo specifico tema.
E’ autrice della web app “Gli adempimenti nel processo civile telematico” e delle seguenti guide pubblicate nei siti nostralex.it e diritto.it:
Codice dell’Avvocato Telematico;
Schede Pratiche dell’Avvocato Telematico: Procedimento monitorio telematico;
Schede Pratiche dell’Avvocato Telematico – Notifica pec dell’atto introduttivo e iscrizione a ruolo telematica della causa;
Guida pratica alla ricerca telematica dei beni da pignorare ex art. 492bis c.p.c.

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