E’ ammesso l’allegato in formato pdf.zip nelle notifiche PEC?

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La Cassazione fa il punto sul formato degli allegati ammesso per le notifiche pec


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Cassazione Civile – Terza Sezione, Sentenza n. 14827 del 20.07.2016

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La questione giuridica trattata dalla Suprema Corte nella sentenza in commento, trae spunto dalla decadenza dalla prova dichiarata dalla Corte di merito per non avere la parte provveduto a citare il testimone all’udienza fissata dal giudice con ordinanza istruttoria riservata, comunicata a mezzo pec dalla cancelleria in formato pdf.zip

Sul punto il difensore della parte ha assunto che l’omessa citazione del teste sarebbe dipesa da causa a lui non imputabile e comunque da un errore scusabile, in quanto non avrebbe potuto visualizzare l’ordinanza istruttoria e quindi procedere a citare il teste, per un errore nell’allegato compresso che non riportava l’icona identificativa del documento da leggere.

Secondo la Corte d’Appello, invece, la mancata visualizzazione del file allegato al messaggio di posta elettronica certificata contenente la comunicazione dell’ordinanza ammissiva della prova, è dipesa da un’errata configurazione del computer in uso al difensore e quindi da un errore inescusabile.

Motivazione quest’ultima non suscettibile di censura per la Corte di legittimità, che ha ritenuto infondata anche la doglianza del ricorrente sul fatto che il formato utilizzato per la comunicazione (pdf.zip) non sarebbe previsto dalla normativa vigente in materia di comunicazioni telematiche.

È noto, infatti – soggiunge la Corte – che il formato zip non muta il contenuto del documento, ma serve soltanto per comprimere il file in sede di trasmissione, in modo che occupi uno spazio minore. 

Non si tratta quindi di un formato diverso.

Per la Corte di Cassazione è, altresì, infondata la doglianza del ricorrente sulla scusabilità dell’errore, in quanto è onere del difensore utilizzare un’idonea configurazione del computer tale da consentire l’accesso al formato compresso e, in ogni caso, rivolgersi alla cancelleria del giudice per risolvere il problema, eventualmente chiedendo una nuova trasmissione.

 


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