Come opporsi al pignoramento esattoriale ex art. 72 bis d.p.r. 602/1973

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Pignoramento esattoriale: norme applicabili, iter processuale e deposito telematico dell’opposizione ex art. 72 bis d.p.r. 602/1973


di Avv. Stefania Giordano 


PIGNORAMENTO ESATTORIALE ex art. 72 bis d.p.r. 602/1973

Indice

1. L’ART. 72 BIS D.P.R. 602/1973

2. L’OPPOSIZIONE ALL’ESECUZIONE O AGLI ATTI ESECUTIVI AVVERSO IL PIGNORAMENTO ESATTORIALE EX ART. 72 BIS

2.1. GIURISDIZIONE

3. ITER PROCESSUALE DELL’OPPOSIZIONE DAVANTI AL GIUDICE ORDINARIO

4. IL DEPOSITO TELEMATICO DEL RICORSO

APPENDICE NORMATIVA


1. L’ART. 72 BIS D.P.R. 602/1973

L’articolo 72 bis del Decreto del Presidente della Repubblica n. 602/73 (Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito) disciplina una forma speciale e più snella di pignoramento esattoriale che può essere azionata dall’agente della riscossione in alternativa all’espropriazione forzata prevista dall’art. 545 c.p.c.

In particolare, il concessionario, anziché procedere all’espropriazione forzata presso terzi citando debitore e terzo innanzi al Tribunale competente, può azionare il c.d. pignoramento diretto, ordinando al terzo di corrispondergli le somme dovute al debitore (ad eccezione dei crediti pensionistici), entro il termine di sessanta giorni se si tratta di somme per le quali il debitore ha già maturato il diritto alla percezione, oppure alle rispettive scadenze.

Nel caso di inottemperanza all’ordine di pagamento, il concessionario procederà al recupero giudiziale delle somme dovute secondo le norme del codice di procedura civile, previa citazione del terzo intimato e del debitore, così come dispone l’articolo 72, comma 2 DPR 602/1973.

Questa forma speciale di pignoramento inizia con la notifica di un atto stragiudiziale al debitore e al terzo, che assume a tutti gli effetti gli obblighi del custode ex art. 546 c.p.c. e si conclude, senza l’intervento dell’autorità giudiziaria, con il pagamento del credito da parte del terzo. Se quest’ultimo è tenuto a pagare somme a scadenze successive, permane la legittimazione dell’agente della riscossione alla percezione delle stesse fino alla concorrenza del credito azionato.

Si tratta, quindi, di una procedura di carattere stragiudiziale, che non richiede l’attività del Giudice dell’Esecuzione, necessaria solo se il terzo non ottempera entro l’indicato termine dei sessanta giorni all’ordine di pagamento rivolto ai sensi dell’art. 72 bis.


2. L’OPPOSIZIONE ALL’ESECUZIONE O AGLI ATTI ESECUTIVI AVVERSO IL PIGNORAMENTO ESATTORIALE EX ART. 72 BIS

Avverso l’atto di pignoramento esattoriale diretto notificato dal concessionario ex art. 72 bis d.p.r. 602/1973, può essere frapposta opposizione all’esecuzione o agli atti esecutivi ai sensi degli artt. 615, 617 e 619 c.p.c.

L’opposizione, tuttavia, incontra dei limiti di ammissibilità stabiliti dall’art. 57 d.p.r. 602/1973 e segnatamente:

  • l’opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c. può essere proposta solo per motivi attinenti alla pignorabilità dei beni (es. pignoramento di somme eccedenti i limiti stabiliti dall’art. 72 ter d.p.r. 602/1973 o pignoramento della prima casa o di altri immobili per un credito inferiore a centoventimila euro ecc.)
  • l’opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c. può essere invece proposta solo per vizi del procedimento esecutivo, non anche per le irregolarità formali e della notificazione del titolo esecutivo. Rientrano tra gli altri motivi dell’opposizione agli atti esecutivi, i seguenti:
  1. nullità, inammissibilità e/o improcedibilità del pignoramento per omessa prodromica notifica dell’avviso contenente l’intimazione ad adempiere entro 5 giorni al pagamento delle somme risultanti dal ruolo, se è trascorso più di un anno dalla notifica della cartella di pagamento (art. 50, comma 2, d.p.r. 602/73)
  2. inefficacia dell’avviso di cui al punto 1. e la conseguente nullità, inammissibilità e/o improcedibilità del pignoramento se questo viene azionato dopo 180 giorni dalla data della notifica dell’avviso
  3. inefficacia del pignoramento dei beni mobili o immobili, se dall’inizio dell’esecuzione sono trascorsi 200 giorni senza che sia stato effettuato il primo incanto (art. 53 d.p.r. 602/1973).
  4. improcedibilità del pignoramento se azionato prima del decorso del termine di sessanta giorni dalla notifica della cartella di pagamento (art. 50 d.p.r. 602/1973)
  5. estinzione del pignoramento per avvenuto pagamento, in qualunque momento anteriore alla vendita dei beni pignorati, della somma portata dal ruolo, oltre ai relativi accessori e alle spese, tasse e diritti dovuti in occasione ed in conseguenza del procedimento di riscossione coattiva (art. 61 d.p.r. 602/1973). Il pagamento o l’esibizione dell’avvenuto pagamento delle somme al concessionario, determina l’estinzione del procedimento di espropriazione.

2.1. GIURISDIZIONE

Con riguardo alla individuazione del giudice — ordinario o tributario – cui è devoluta la cognizione dell’opposizione proposta avverso un atto di pignoramento effettuato in forza di crediti tributari, le norme di riferimento sono le seguenti:

a) art. 2 del d.lgs. n. 546 del 1992, come novellato dall’art. 12, comma 2, della legge n. 488 del 2001 e dalla Legge n. 248 del 2005, che ha attribuito in generale alle commissioni tributarie, per i giudizi di merito, la giurisdizione in materia tributaria, precisando, nel secondo periodo del comma 1, che «Restano escluse dalla giurisdizione tributaria soltanto le controversie riguardanti gli atti della esecuzione forzata tributaria successivi alla notificazione della cartella di pagamento e, ove previsto, dell’avviso di cui all’art. 50 del d.P.R. 20 settembre 1973, n. 602, per le quali continuano ad applicarsi le disposizioni del medesimo decreto del Presidente della Repubblica»;

b) art. 19 del citato d.P.R. n. 546 del 1992, che elenca gli atti impugnabili davanti alle commissioni tributarie e che secondo la giurisprudenza di legittimità è suscettibile di interpretazione estensiva tanto da ricomprendere ogni atto autoritativo contenente una ben individuata pretesa tributaria a carico del contribuente;

c) art. 49, comma 2, del d.P.R. n. 602 del 1973, a mente del quale il procedimento di espropriazione forzata nell’esecuzione tributaria è regolato «dalle norme ordinarie applicabili in rapporto al bene oggetto di esecuzione» in quanto non derogate dal capo II del medesimo d.P.R. e con esso compatibili;

d) art. 57 del D.P.R. n. 602 del 1973, secondo cui non sono ammesse né le opposizioni regolate dall’art. 615 cpc (salvo quelle concernenti la pignorabilità dei beni) né quelle regolate dall’art. 617 cpc ove siano relative alla regolarità formale ed alla notificazione del titolo esecutivo;

e) art. 9, secondo comma, cpc, che attribuisce al tribunale (in via generale e residuale) la competenza esclusiva delle cause in materia di imposte e tasse.

Dal tenore delle richiamate norme, come confermato dalla Corte di legittimità, ex plurimis Cass. n. 18505/2013 richiamata anche dalle Sezioni Unite pronunciatesi sullo specifico tema con la sentenza n. 13913 del 05.06.2017, il riparto di giurisdizione allo stato è il seguente:

1) le cause concernenti il titolo esecutivo, in relazione al diritto di procedere ad esecuzione forzata tributaria, si propongono davanti al giudice tributario (art. 2, secondo periodo del comma 1 del d.lgs. n. 546 del 1992; art. 9, secondo comma, cod. proc. civ.);

2) le opposizioni all’esecuzione di cui all’art. 615 cod. proc. civ. concernenti la pignorabilità dei beni si propongono davanti al giudice ordinario (art. 9, secondo comma, cod. proc. civ.);

3) le opposizioni agli atti esecutivi di cui all’art. 617 cod. proc. civ., ove siano diverse da quelle concernenti la regolarità formale e la notificazione del titolo esecutivo, si propongono al giudice ordinario (art. 9, secondo comma, cod. proc. civ.);

4) le opposizioni di terzo all’esecuzione di cui all’art. 619 cod. proc. civ. si propongono al giudice ordinario (art. 58 del d.lgs. n. 546 del 1992; art. 9, secondo comma, cod. proc. civ.).

5) l’opposizione agli atti esecutivi riguardante un atto di pignoramento, che il contribuente assume essere viziato per l’omessa o invalida notificazione della cartella di pagamento (o degli altri atti presupposti dal pignoramento), si propone davanti alla commissione tributaria (Cass. Sezioni Unite 5 giugno 2017, n. 13913)



AGGIORNAMENTO

– Sezioni Unite 5 giugno 2017, n. 13913 –

in materia di esecuzione forzata tributaria, l’opposizione agli atti esecutivi riguardante l’atto di pignoramento, che si assume viziato per l’omessa o invalida notificazione della cartella di pagamento (o degli altri atti presupposti dal pignoramento), è ammissibile e va proposta – ai sensi del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 2, comma 1, secondo periodo, art. 19, D.P.R. n. 602 del 1973, art. 57 e art. 617 cod. proc. civ. – davanti al giudice tributario“.



Con riguardo al punto 5 che precede e all’evidenziato aggiornamento giurisprudenziale, le Sezioni Unite, con la sentenza n. 13913/2017, nel comporre il contrasto registratosi in tema di riparto di giurisdizione, ha chiarito che dall’art. 2, comma 1, secondo periodo del d.lgs. n. 546 del 1992 si evince che prima della notifica della cartella di pagamento o a seconda dei casi dell’avviso di cui all’art. 50 del d.P.R. n. 602 del 1973 o dell’intimazione di pagamento, la controversia è devoluta al giudice tributario, mentre dopo la suddetta notifica al giudice ordinario. Orbene, l’atto di pignoramento non preceduto dalla notifica della cartella di pagamento, poiché integra il primo atto in cui si manifesta al contribuente la volontà di procedere alla riscossione di un ben individuato credito tributario ed è idoneo a far sorgere l’interesse ad agire ai sensi dell’art. 100 cpc, rientra nell’ambito degli atti impugnabili davanti al giudice tributario in forza dell’art. 19 del d.lgs. n. 546 del 1992 (quale interpretato estensivamente dalla consolidata giurisprudenza di legittimità: ex plurimis, Sezioni Unite n. 9570 e n. 3773 del 2014). 


3. ITER PROCESSUALE DELL’OPPOSIZIONE DAVANTI AL GIUDICE ORDINARIO

Se la giurisdizione spetta al giudice ordinario, l’opposizione si propone con ricorso da depositare presso la cancelleria del Giudice dell’Esecuzione del Tribunale, salvo altra prassi applicata nei singoli Fori, come di seguito specificato.

Introdotta l’opposizione, il giudice fissa con decreto l’udienza di comparizione delle parti davanti a sé, nonché il termine perentorio per la notificazione del ricorso e del decreto. Con il medesimo decreto, il giudice ordina al concessionario di depositare in cancelleria, cinque giorni prima dell’udienza, l’estratto del ruolo e copia di tutti gli atti di esecuzione e pronuncia, nei casi urgenti, i provvedimenti opportuni.

All’udienza fissata, l’Autorità adita concede o nega con ordinanza i provvedimenti indilazionabili o la sospensione dell’esecuzione e quindi fissa i termini per l’introduzione del giudizio di merito che si svolge secondo le norme degli artt. 180 e seg. c.p.c. (udienza di trattazione, eventuale fase istruttoria e fase decisoria) e si conclude con sentenza non impugnabile. (cfr. Cass. 21258/2016)

Si evidenzia sul tema che, secondo l’orientamento della Cassazione, in ultimo confermato con la sentenza n. 21258 del 20/10/2016, l’opposizione avanzata avverso un pignoramento dei crediti verso terzi ai sensi dell’art. 72 bis del d.P.R. n. 602 del 1973 è da intendersi come opposizione proposta dopo l’inizio dell’esecuzione ex artt. 615, 617 secondo comma e 618 c.p.c.


4. IL DEPOSITO TELEMATICO DEL RICORSO

Per il deposito del ricorso in opposizione, qualora l’Ufficio Giudiziario competente reputi che l’opposizione vada depositata nel registro esecuzioni e necessaria la preventiva iscrizione a ruolo della procedura esecutiva, occorrerebbe, ad avviso di chi scrive, fare riferimento all’art. 159 ter disp. att. c.p.c. (Iscrizione a ruolo del processo esecutivo per espropriazione a cura di soggetto diverso dal creditore) a mente del quale, colui che deposita un atto o un’istanza prima che il creditore abbia iscritto a ruolo la procedura esecutiva, deve depositare la nota di iscrizione a ruolo e una copia dell’atto di pignoramento.
Il deposito della nota di iscrizione a ruolo può avere luogo anche con modalità non telematiche e la copia dell’atto di pignoramento può essere priva dell’attestazione di conformità.

Se si opta per il deposito cartaceo dell’iscrizione a ruolo e dell’atto di pignoramento, occorrerà attendere l’assegnazione del numero di ruolo della procedura per procedere al deposito telematico dell’opposizione, che in questo caso avverrà selezionando gli estremi del fascicolo telematico del procedimento esecutivo iscritto e come atto la specifica opposizione che si propone.

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Se si opta invece per l’iscrizione a ruolo telematica della procedura esecutiva, consentita a decorrere dal 02.01.2016, nonché dell’opposizione al pignoramento esattoriale, è possibile procedere all’espletamento di entrambe le attività predisponendo una sola busta telematica con il proprio redattore, che avrà come atto principale la nota di iscrizione a ruolo (che i redattori generalmente caricano automaticamente nella busta) e come allegato semplice il ricorso in opposizione, oltre al titolo esecutivo, all’atto di pignoramento, al contributo unificato e la marca dovuti per l’iscrizione della procedura esecutiva, all’atto di pignoramento esattoriale notificato dal concessionario ai sensi dell’art. 72 bis d.p.r. 602/1973 ecc.

Per l’iscrizione a ruolo dell’esecuzione vai a questo vademecum 

All’atto del ricevimento della busta, il cancelliere iscriverà a ruolo la procedura esecutiva e il sub-procedimento dell’opposizione al pignoramento esattoriale.

  • slpctPARAMETRI DA INSERIRE NELLA BUSTA DEL REDATTORE SLpct PER L’ISCRIZIONE A RUOLO DEL PIGNORAMENTO PRESSO TERZI ESATTORIALE

 

Registro: Esecuzione mobiliare

Ruolo: Generale delle esecuzioni civili

Grado: primo

Tipo parte: Attore – Appellante – Ricorrente

Tipo atto: Ricorso

Atti: Fase introduttiva – Atto di Pignoramento ed iscrizione a ruolo su istanza del debitore (IscrizioneRuoloPignoramentoDebitore)

Ufficio: il Tribunale adito

Oggetto: 51002 – Espropriazione mobiliare presso terzi

Si precisa che in alcuni Tribunali hanno iscritto a ruolo l’opposizione nel registro contenzioso ordinario e che secondo altro orientamento della dottrina andrebbe invece iscritta a ruolo in cartaceo la sola opposizione nel registro esecuzioni. E’ preferibile, quindi, accertarsi presso gli Uffici competenti dell’orientamento e della prassi applicati nel singolo Foro prima di procedere all’iscrizione a ruolo


Avvertenze

verifica la correttezza e attualità del superiore contenuto

Per la natura degli argomenti trattati e la continua evoluzione degli istituti, verifica la correttezza e attualità delle informazioni e formule sopra riportate, da intendersi comunque a carattere indicativo e frutto di interpretazione personale dell’autrice delle norme che disciplinano la materia.


 

 

 

 

 


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Avv. Stefania Giordano

Author: Avv. Stefania Giordano

Area di competenza:
Diritto Civile e Commerciale, Processo Civile telematico.
Abilitata all’esercizio della professione forense nel 1999, esercita l’attività professionale a Palermo nell’ambito del diritto civile e commerciale.
E’ componente dell’Associazione Centro Studi Processo Telematico – CSPT – che riunisce numerosi studiosi di informatica giuridica e processo telematico. Nata dall’idea di costituire un osservatorio permanente sulla informatizzazione dell’attività giudiziaria in materia civile, penale, amministrativa, contabile e tributaria, abbraccia tutti i campi dell’informatica giuridica con il preciso scopo di divulgare le conoscenze in questa materia. http://www.cspt.pro/
E’ fondatore del sito di informazione giuridica e giustizia telematica, Nostralex (https://www.nostralex.it/), i cui contenuti mirano a facilitare l’approccio degli operatori del diritto al processo telematico e all’utilizzo delle notifiche a mezzo posta elettronica certificata, mediante la pubblicazione di guide, risorse, utility, commenti a sentenze e approfondimenti sullo specifico tema.
E’ autrice della web app “Gli adempimenti nel processo civile telematico” e delle seguenti guide pubblicate nei siti nostralex.it e diritto.it:
Codice dell’Avvocato Telematico;
Schede Pratiche dell’Avvocato Telematico: Procedimento monitorio telematico;
Schede Pratiche dell’Avvocato Telematico – Notifica pec dell’atto introduttivo e iscrizione a ruolo telematica della causa;
Guida pratica alla ricerca telematica dei beni da pignorare ex art. 492bis c.p.c.

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