Che succede se l’autovettura acquistata ha un fermo amministrativo?

macchina d'epoca

Massima tutela per l’acquirente di un veicolo usato non revisionato e sottoposto a fermo amministrativo


Non è infrequente che per l’acquisto di un’autovettura, di un autocarro o di un motociclo, ci si rivolga al mercato dell’usato. Se da un lato questa scelta consente di risparmiare, dall’altro potrebbe serbare spiacevoli inconvenienti se il veicolo acquistato non è in regola con la revisione periodica o addirittura è gravato da un fermo amministrativo.

Ma a questo punto sorgono spontanee alcune domande: l’acquirente è tenuto a verificare la regolarità amministrativa del veicolo acquistato e l’eventuale trascrizione di vincoli? E, ancora: è possibile in questo caso risolvere il contratto di vendita del veicolo e riavere indietro il prezzo pagato al venditore?

A questi interrogativi ha dato risposta il Tribunale di Genova con una sentenza del 07.06.2017, accordando allo sfortunato acquirente massima tutela.

In particolare, il nuovo proprietario del veicolo usato, si era visto elevare dalla Polizia municipale diversi verbali sia perché il veicolo non aveva effettuato la prevista revisione periodica, sia perché era sottoposto a fermo amministrativo.



CHE COS’E’ IL FERMO AMMINISTRATIVO

Il fermo amministrativo è una sanzione accessoria prevista dagli artt. 213 e 214 del codice della strada che viene comminata per determinate violazioni e che incide sullo status giuridico del bene, in quanto non più autorizzato alla circolazione.

Se si viene sorpresi a circolare con un veicolo posto sotto fermo amministrativo si incorre in un’ammenda salatissima (fino a 2.628,15 euro) e nella confisca immediata del mezzo.



Per la gravità della situazione, l’acquirente ha convenuto in giudizio il venditore (nello specifico si trattava di un venditore professionista e non di un privato) ottenendo dal Giudice di Pace adito la risoluzione del contratto di vendita per il grave inadempimento del venditore e la condanna di quest’ultimo alla restituzione della somma incamerata, maggiorata degli interessi legali e della rivalutazione monetaria e al risarcimento del danno.

Il venditore ricorreva in appello assumendo che doveva ritenersi a carico dell’acquirente il dovere di accertarsi, prima dell’acquisto, sullo stato giuridico del mezzo  e quindi sulla presenza del fermo amministrativo mediante una visura al P.R.A.

Non è stato dello stesso avviso il Tribunale di Genova, che nel rigettare l’appello proposto dal venditore, ha precisato che il fermo amministrativo è un vincolo di natura reale sul bene mobile registrato, che ne segue le sorti e la circolazione, determinandone una parziale indisponibilità, con apprezzabili esiti sanzionatori in caso di circolazione del veicolo interessato (ammenda e confisca). E’ chiaro, quindi, che se l’acquirente fosse stato messo al corrente dell’esistenza del fermo amministrativo, non avrebbe acquistato il veicolo gravato da tale vincolo e limitazione nella fruizione e disponibilità dello stesso (art. 1489 cc).

Peraltro, secondo il Tribunale di Genova, non può addebitarsi all’acquirente di non avere eseguito preventive visure al P.r.a. per prendere cognizione di tale limitazione, non potendo tale genere di controlli rimandare alla sfera dell’ordinaria diligenza, anche per la natura del venditore professionale che offriva in vendita il veicolo, dal quale non ci si poteva certo attendere una sorpresa di tanta consistenza, come la sostanziale indisponibilità del veicolo offerto in vendita. L’onere del controllo sulla regolarità e libera disponibilità del veicolo grava, invece, proprio sul venditore professionista prima di porlo in vendita e non sull’acquirente.

Conclusivamente, chi acquista un veicolo usato da un rivenditore professionista che non esegue prima della vendita i doverosi controlli sullo stato giuridico del bene e sulla presenza di un eventuale fermo amministrativo, può ottenere la risoluzione del contratto di vendita, la restituzione del prezzo pagato e il risarcimento del danno.


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