Approvato il riordino delle Camere di Commercio


Tra le novità anche la riduzione del 50% del diritto annuale a carico delle imprese


Il Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda e del ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, Maria Anna Madia, ha approvato in secondo esame preliminare il riordino delle funzioni e del finanziamento delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, contenuto nel decreto legislativo di attuazione della riforma della Pubblica Amministrazione.

Nel dettaglio, entro 180 giorni dall’entrata in vigore del decreto, il numero complessivo delle Camere di commercio si ridurrà dalle attuali 105 a non più di 60 nel rispetto dei seguenti vincoli direttivi: almeno una Camera di commercio per Regione e accorpamento delle Camere di commercio con meno di 75 mila imprese iscritte.

Per abbattere i costi di funzionamento delle Camere, il decreto prevede anche:

  1. la riduzione del diritto annuale a carico delle imprese del 50%
  2. la riduzione del 30% del numero dei consiglieri
  3. la gratuità per tutti gli incarichi degli organi diversi dai collegi dei revisori
  4. l’accorpamento di tutte le aziende speciali che svolgono compiti simili
  5. la limitazione del numero delle Unioni regionali e una nuova disciplina delle partecipazioni in portafoglio.

Previsto anche il rafforzamento della vigilanza del Ministero dello Sviluppo economico, che valuterà le performance delle Camere di commercio attraverso un comitato indipendente di esperti.

Per effetto della razionalizzazione organizzativa, saranno rideterminate le dotazioni organiche del personale dipendente delle Camere di commercio, con la possibilità di realizzare processi di mobilità tra le medesime Camere e di definire i criteri di ricollocazione presso altre amministrazioni pubbliche.


ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento