Notifica della sentenza se a costituirsi è un dipendente della P.A.


I chiarimenti della Cassazione sul destinatario della notifica della sentenza per il decorso del termine breve dell’appello

(Cassazione Civile, Sent. n. 19787 del 04/10/2016)


Come noto, nelle controversie relative ai rapporti di lavoro, le pubbliche amministrazioni hanno la facoltà di stare in giudizio, in primo grado, mediante loro dipendenti ai sensi dell’art. 417 bis c.p.c.

Tale ipotesi è riconducibile alla difesa diretta da parte dell’amministrazione e non a quella in cui l’Avvocatura dello Stato delega un procuratore legale o un funzionario per la rappresentanza in giudizio dell’Amministrazione a norma della R.D. n. 1611 del 1933, art. 2 (cc.dd. funzioni procuratorie).

In quest’ultimo caso, infatti, l’attività defensionale vera e propria rimane affidata all’ufficio dell’Avvocatura competente per territorio (cfr. in tema, Cass. n. 13294/2002).

Da tanto consegue che, se l’Amministrazione si costituisce in giudizio avvalendosi di un proprio dipendente secondo la previsione di cui all’art. 417 bis c.p.c., la notifica della sentenza di primo grado, ai fini del decorso del termine breve per l’impugnazione, va effettuata allo stesso dipendente (Cass. n. 15054/2015, Cass. 10621/2015, Cass. n. 21806/2014, Cass. n. 17404/2014, Cass. n. 4690/2008).

Se, invece, l’Avvocatura dello Stato delega per la rappresentanza dell’Amministrazione un funzionario o un procuratore legale esercente nel circondario dove si svolge il giudizio, come consentitole dall’art. 2, comma 1, R.D. 30 ottobre 1933, n. 1611, la notifica della sentenza deve essere effettuata all’Avvocatura dello Stato presso i suoi uffici, secondo il regime dettato dall’art. 11 dello stesso R.D. n. 1611/1933.

In tale ipotesi, se la sentenza viene notificata al funzionario o al procuratore legale delegato, anziché all’Avvocatura dello Stato, la notifica è radicalmente nulla e quindi inidonea a far decorrere il termine breve per l’impugnazione della sentenza che, conseguentemente, può essere impugnata entro il termine lungo di cui all’art. 327 c.p.c. (Sezioni Unite, n. 4000 del 1996, nonché Cass. n.10298 del 1997, n. 6098 dei 1998, n, 13448 del 2000, n. 9268 del 2002, n. 23127 del 2004, n. 6450 e n. 25359 del 2009).

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