La responsabilità del legislatore per l’incostituzionalità della legge

 


Può il giudice sindacare l’attività del legislatore e condannarlo a risarcire i danni derivanti da una legge dichiarata costituzionalmente illegittima?


 Autore Stefania Giordano

La Cassazione, Sezione III Civile, con la sentenza n. 23730 del 22.11.2016 affronta la questione della possibilità di configurare la responsabilità del Legislatore per l’adozione di una legge contenente alcune norme successivamente dichiarate incostituzionali.

In particolare, la Corte si è interrogata se il singolo, nella specie una florida società dichiarata fallita per il repentino arresto della propria attività produttiva in conseguenza di una legge regionale poi caducata dalla Corte Costituzionale in quanto invasiva della sfera di competenza legislativa statale, possa ottenere dallo Stato/Regione il ristoro dei danni subiti.

Per la risoluzione della questione, la Corte ha affrontato a monte due ulteriori fattispecie: quella della possibilità per il giudice di sindacare l’esercizio del potere legislativo e quella della sussumibilità della descritta fattispecie nel medesimo schema ricostruttivo della violazione da parte del legislatore statale dei vincoli derivanti dall’ordinamento sovranazionale comunitario, con ripetibilità dei presupposti di responsabilità quali individuati dalla giurisprudenza della Corte di giustizia (sentenze 10 novembre 1991 “Francovich”, cause riunite C-6/90 e C-9/90, e soprattutto 5 marzo 1996 “Brasserie du pecheur” e “Factortame” cause riunite C-46/93 e V-48/93).

Ebbene, in ordine a quest’ultima questione, la Corte esclude che nel caso di danni derivanti dall’esercizio della potestà legislativa, possa configurarsi la medesima responsabilità conseguente alla violazione del diritto dell’Unione europea.

Sul punto, la Cassazione rammenta che, secondo l’ormai consolidata giurisprudenza di legittimità (cfr. Sezioni Unite n. 9147/2009 e Cass. 307/2014), nel caso di violazione del diritto dell’Unione europea per omessa o tardiva trasposizione delle direttive comunitarie da parte del legislatore italiano, sorge il diritto degli interessati alla rifusione dei danni per responsabilità da inadempimento dell’obbligazione ex lege dello Stato di natura indennitaria per attività non antigiuridica, in quanto la condotta dello Stato inadempiente è suscettibile di essere qualificata come antigiuridica solo nell’ordinamento comunitario connotato da primazia rispetto a quello del singolo Stato membro, ma non anche alla stregua dell’ordinamento interno, nel quale si configura una responsabilità contrattuale da inadempimento.

Si segnala che il menzionato arresto delle Sezioni Unite ha aderito all’orientamento allora minoritario che esclude — come appunto deve escludersi — che dalle norme dell’ordinamento comunitario “possa farsi derivare, nell’ordinamento italiano, il diritto soggettivo del singolo all’esercizio del potere legislativo – che è libero nei fini e sottratto perciò a qualsiasi sindacato giurisdizionale. Di qui la configurazione dell’obbligazione indennitaria legale.

La ricostruzione in parola, pertanto, esclude una responsabilità per atti legislativi, individuando un’altra forma di responsabilità fondata sulla sovraordinazione gerarchica tra ordinamenti (al netto di valvole ermeneutiche di salvaguardia quali quelle sottese alla c.d. teoria dei controlimiti, riferite alla tutela dei diritti ritenuti imprescindibili per l’assetto costituzionale nazionale).

Nel caso di specie, invece, ossia della violazione del diritto nazionale da parte della Regione per l’emanazione di una legge dichiarata incostituzionale perché usurpativa della sfera di competenza legislativa statale, non si ravvisa il medesimo meccanismo descritto in ordine al rapporto tra ordinamento statale e sovranazionale, atteso che in tale ipotesi non è possibile individuare la suddetta distinzione tra ordinamenti, tali non potendo considerarsi, dal punto di vista dell’unitario ordinamento nazionale, quello derivante dalle leggi statali e quello enucleabile dalla legislazione regionale.

Dal che consegue che, a fronte della libertà della funzione politica legislativa sancita dagli artt. 68, comma 1 e 122, comma 4, Cost., non è ravvisabile un’ingiustizia che possa qualificare il danno in termini di illecito e arrivare a fondare il diritto al suo risarcimento.

Quindi, l’unica tutela apprestata dall’ordinamento in siffatte ipotesi è data dal giudizio di costituzionalità per le norme legislative ad esso soggette.

In conclusione, la Corte di Cassazione, dando continuità all’orientamento consolidato sul tema della responsabilità del Legislatore, ribadisce che quella derivante dall’emanazione di una legge poi dichiarata costituzionalmente illegittima è ontologicamente differente dalla responsabilità derivante dalla violazione dei vincoli comunitari.

In particolare, se da un lato la violazione del diritto comunitario è qualificata fatto illecito solo nell’ordinamento comunitario e inadempimento contrattuale nell’ordinamento interno dal quale sorge un obbligo indennitario ex lege, per converso la produzione di una legge incostituzionale non è un fatto antigiuridico dal quale può derivare un diritto risarcitorio o indennitario, in quanto l’esercizio del potere legislativo è libero nei fini e quindi sottratto a qualsiasi sindacato giurisdizionale.

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Avv. Stefania Giordano

Area di competenza: Diritto Civile e Commerciale, Processo Civile telematico. Abilitata all’esercizio della professione forense nel 1999, esercita l’attività professionale a Palermo nell’ambito del diritto civile e commerciale. E' componente dell'Associazione Centro Studi Processo Telematico - CSPT - che riunisce numerosi studiosi di informatica giuridica e processo telematico. Nata dall’idea di costituire un osservatorio permanente sulla informatizzazione dell’attività giudiziaria in materia civile, penale, amministrativa, contabile e tributaria, abbraccia tutti i campi dell’informatica giuridica con il preciso scopo di divulgare le conoscenze in questa materia. http://www.cspt.pro/ E' fondatore del sito di informazione giuridica e giustizia telematica, Nostralex (http://www.nostralex.it/), i cui contenuti mirano a facilitare l'approccio degli operatori del diritto al processo telematico e all’utilizzo delle notifiche a mezzo posta elettronica certificata, mediante la pubblicazione di guide, risorse, utility, commenti a sentenze e approfondimenti sullo specifico tema. E’ autrice della web app “Gli adempimenti nel processo civile telematico” e delle seguenti guide pubblicate nei siti nostralex.it e diritto.it: Codice dell’Avvocato Telematico; Schede Pratiche dell’Avvocato Telematico: Procedimento monitorio telematico; Schede Pratiche dell’Avvocato Telematico - Notifica pec dell’atto introduttivo e iscrizione a ruolo telematica della causa; Guida pratica alla ricerca telematica dei beni da pignorare ex art. 492bis c.p.c.

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