La responsabilità civile per i danni arrecati dal trasportatore


Cassazione civile – sez. III, 15/06/2016, n. 12283




Ai fini della configurabilità della responsabilità ex art. 2049 c.c., è sufficiente che il fatto illecito sia commesso da un soggetto legato da un rapporto di preposizione con il responsabile, ipotesi che ricorre non solo in caso di lavoro subordinato ma anche quando per volontà di un soggetto (committente) un altro (commesso) esplichi un’attività per suo conto.



logo_956023_webAd affermarlo la Cassazione con la sentenza in commento, decidendo il caso sottoposto al suo esame, avente ad oggetto il danneggiamento di un lampione di proprietà condominiale da parte di un’impresa di trasporti, il cui dipendente, conducente di un furgone, aveva determinato un danno a un bene condominiale durante la consegna della merce per conto della ditta venditrice.

Secondo la Corte di legittimità, in base alla regola di cui agli artt. 1228 c.c. e 2049, il debitore (in questo caso la ditta venditrice) che nell’adempimento dell’obbligazione si avvale dell’opera di terzi, risponde anche dei fatti dolosi o colposi di costoro (v. Cass., 24/5/2006, n. 12362; Cass., 4/3/2004, n. 4400; Cass., 8/1/1999, n. 103), ancorchè non siano alle sue dipendenze (v. Cass., 11/12/2012, n. 22619; Cass., 21/2/1998, n. 1883; Cass., 20/4/1989, n. 1855).
La responsabilità per fatto dell’ausiliario (e del preposto) prescinde, infatti, dalla sussistenza di un contratto di lavoro subordinato o contrattuale, irrilevante essendo la natura del rapporto tra i medesimi intercorrente ai fini considerati.

Assume, invece, fondamentale rilievo la circostanza che dell’opera del terzo il debitore comunque si sia avvalso nell’attuazione della propria obbligazione, ponendo la medesima a disposizione del creditore, sicché la stessa risulti a tale stregua inserita nel procedimento esecutivo del rapporto obbligatorio.
La responsabilità che dall’esplicazione dell’attività di tale terzo direttamente consegue in capo al soggetto che se ne avvale riposa sul principio dell’appropriazione o “avvalimento” dell’attività altrui per l’adempimento della propria obbligazione, comportante l’assunzione del rischio per i danni che al creditore ne derivino (cfr., Cass., 27/8/2014, n. 18304).
Né, al fine di considerare interrotto il rapporto in base al quale il debitore è chiamato a rispondere, vale distinguere tra comportamento colposo e comportamento doloso del soggetto agente (che della responsabilità del primo costituisce il presupposto), essendo al riguardo sufficiente (in base a principio che trova applicazione sia nella responsabilità contrattuale che in quella extracontrattuale) la mera occasionalità necessaria (v. Cass., 17/5/2001, n. 6756; Cass., 15/2/2000, n. 1682).
In conclusione, per il danneggiamento del lampione di proprietà condominiale da parte del trasportatore durante la consegna della merce a uno dei condomini eseguita per conto della ditta venditrice, quest’ultima è tenuta al risarcimento dei danni in favore del Condominio danneggiato in forza del richiamato art. 2049 c.c.

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