La banca è responsabile dell’utilizzo illecito della carta bancomat


La banca deve garantire la sicurezza del servizio bancomat nonostante l’intempestività della denuncia e le contrarie previsioni regolamentari


A stabilirlo la prima sezione civile della Corte di Cassazione con la sentenza n. 16333 del 04.08.2016, ritenendo legittima la pretesa risarcitoria rivolta da alcune correntiste nei confronti della loro banca per abusivi prelevamenti con carta bancomat, il cui smarrimento era stato da esse tardivamente segnalato.

In particolare, la Corte  ritiene fondata la doglianza delle ricorrenti sulla censurata sentenza del giudice dell’appello, che aveva ritenuto inapplicabili le clausole generali di buona fede e correttezza nell’adempimento delle obbligazioni, invece di dare rilievo all’anomalia della movimentazione del conto corrente a prescindere dall’eventuale inadempimento dell’obbligo di denuncia di smarrimento della carta bancomat.

A sostegno della decisione, la Suprema Corte, dando continuità all’orientamento già espresso con la sentenza n. 806 del 19.01.2016, ha ribadito che ai fini della valutazione della responsabilità della banca per il caso di utilizzazione illecita da parte di terzi di carta bancomat, non può essere omessa, a fronte di un’esplicita richiesta della parte, la verifica dell’adozione da parte dell’istituto bancario delle misure idonee a garantire la sicurezza del servizio da eventuali manomissioni, nonostante l’intempestività della denuncia dell’avvenuta sottrazione da parte del cliente e le contrarie previsioni regolamentari. Infatti, la diligenza posta a carico del professionista ha natura tecnica e deve valutarsi, tenendo conto dei rischi tipici della sfera professionale di riferimento, assumendo come parametro la figura dell’accorto banchiere.

Nello specifico caso, il gestore della carta è stato ritenuto responsabile per non avere controllato l’andamento del conto e tempestivamente attivato, nonostante la palese anomalia delle operazioni, le opportune cautele idonee a evitare l’uso indebito della carta da parte di soggetti non abilitati, nonché per avere introdotto solo successivamente all’episodio il limite mensile dei prelievi, che avrebbe potuto contenere la perdita subita dalle correntiste.

Si aggiunge, che ai sensi dell’art. 7 comma 1 lett. b) del Decreto Legislativo 27 gennaio 2010 n. 11, il cliente ha l’obbligo di comunicare tempestivamente lo smarrimento, il furto della carta, l’appropriazione indebita o l’uso non autorizzato della stessa non appena ne viene a conoscenza, mentre il successivo art. 12 comma 3 dispone che, salvo il caso in cui l’utilizzatore abbia agito con dolo o colpa grave ovvero non abbia adottato le misure idonee a garantire la sicurezza dei dispositivi personalizzati che consentono l’utilizzo dello strumento di pagamento, prima della comunicazione eseguita ai sensi dell’articolo 7, comma 1, lettera b), l’utilizzatore può sopportare per un importo comunque non superiore complessivamente a 150 euro la perdita derivante dall’utilizzo indebito dello strumento di pagamento conseguente al suo furto o smarrimento.

 

1 comments

Lascia un commento