Delitto di maltrattamenti in famiglia anche tra separati

maltrattamenti

Sussiste il reato di maltrattamenti in famiglia anche in caso di cessazione della convivenza e di separazione legale

(Cassazione penale, sent. 22 settembre 2016, n. 39331)


L’orientamento della Corte di legittimità, secondo cui è configurabile il delitto di maltrattamenti in famiglia anche in danno di persona non convivente o non più convivente con l’agente, quando quest’ultimo e la vittima siano legati da vincoli nascenti dal coniugio o dalla filiazione, si applica anche in caso di separazione legale.

Tanto afferma la Cassazione con la sentenza n. 39331 del 22.09.2016, in quanto la separazione, pur dispensando i coniugi dagli obblighi di convivenza e fedeltà, lascia integri i doveri di reciproco rispetto, di assistenza morale e materiale e di collaborazione.

Conseguentemente, la separazione, che non costituisce un presupposto della fattispecie di reato di maltrattamenti, non esclude quest’ultimo se l’attività persecutoria incide su quei vincoli che, rimasti intatti a seguito del provvedimento giudiziario, pongono la parte offesa in posizione psicologica subordinata o comunque dipendente (conforme Cass. sez. 6, n. 282 del 26/01/1998, Rv. 210838).

Il consorzio familiare, quindi, inteso come nucleo di persone legate da relazioni di reciproco rispetto ed assistenza, sopravvive alla cessazione della convivenza e alla separazione.

Tale interpretazione resiste alla novella che ha interessato l’art. 612 bis c.p., che nel prevedere una forma aggravata del reato di atti persecutori ove questi siano rivolti nei confronti del coniuge separato, genera un concorso apparente di norme con il reato previsto dall’art. 572 c.p. se i maltrattamenti sono rivolti nei confronti del coniuge separato.

In tale ipotesi, il conflitto si risolve facendo ricorso al principio di specialità espressamente richiamato dalla clausola di sussidiarietà contenuta nell’incipit dell’art. 612 bis c.p.

Non è quindi censurabile la decisione della Corte territoriale che, in coerenza con le suddette interpretazioni, ritiene configurato il reato di maltrattamenti in famiglia anche in presenza della separazione e delle cessazione della convivenza.

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