Condanna alle spese di lite anche se a sbagliare è stato il giudice


La soccombenza, ai fini della liquidazione delle spese di lite, deve essere stabilita in base a un criterio unitario e globale, tenendo presente l’esito complessivo della lite


Una delle questioni che ha registrato pronunciamenti contrastanti, riguarda la ripetibilità o meno delle spese di lite del grado di appello, se il vizio della sentenza impugnata è da ricondursi in via esclusiva a un’errata valutazione del giudice.
In buona sostanza, se il giudice di prime cure sbaglia nel compensare o liquidare le spese e il giudice d’appello corregge l’errore, la controparte può ritenersi tecnicamente soccombente ai fini della condanna al pagamento delle spese del secondo grado?
A sciogliere il dubbio interviene la Cassazione con la sentenza n. 18385 del 20.09.2016 affermando che <<la soccombenza, ai fini della liquidazione delle spese, deve essere stabilita in base ad un criterio unitario e globale, tenendo presente l’esito complessivo della lite (Sez. 6 – L, Ordinanza n. 6259 del 18/03/2014, Rv. 629993; Sez. 3, Sentenza n. 15483 del 11/06/2008, Rv. 603368)>>.
In particolare – soggiunge la Corte – se il gravame viene proposto limitatamente alla statuizione sulle spese e questo viene accolto rideterminandole, il giudice di seconda istanza non può dichiarare irripetibili le spese del grado d’appello, sol perché il vizio della sentenza impugnata dipende da un’errata valutazione del giudice di prime cure.
Infatti, per effetto dell’accoglimento del gravame, la convenuta dovrà essere condannata al pagamento delle spese del secondo grado, per il quale, l’appellante, essendo risultato vincitore, ha diritto alla relativa refusione.

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