Come opporsi al pignoramento esattoriale ex art. 72 bis d.p.r. 602/1973


Norme applicabili, iter processuale e deposito telematico dell’opposizione al pignoramento esattoriale


di Avv. Stefania Giordano 

1. L’ART. 72 BIS D.P.R. 602/1973

L’articolo 72 bis del Decreto del Presidente della Repubblica n. 602/73 (Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito) disciplina una forma speciale e più snella di pignoramento che può essere azionata dall’agente della riscossione in alternativa all’espropriazione forzata prevista dall’art. 545 c.p.c.

In particolare, il concessionario, anziché procedere all’espropriazione forzata presso terzi citando debitore e terzo innanzi al Tribunale competente, può azionare il c.d. pignoramento diretto, ordinando al terzo di corrispondergli le somme dovute al debitore (ad eccezione dei crediti pensionistici), entro il termine di sessanta giorni se si tratta di somme per le quali il debitore ha già maturato il diritto alla percezione, oppure alle rispettive scadenze.

Nel caso di inottemperanza all’ordine di pagamento, il concessionario procederà al recupero giudiziale delle somme dovute secondo le norme del codice di procedura civile, previa citazione del terzo intimato e del debitore, così come dispone l’articolo 72, comma 2 DPR 602/1973.

Questa forma speciale di pignoramento inizia con la notifica di un atto stragiudiziale al debitore e al terzo, che assume a tutti gli effetti gli obblighi del custode ex art. 546 c.p.c. e si conclude, senza l’intervento dell’autorità giudiziaria, con il pagamento del credito da parte del terzo. Se quest’ultimo è tenuto a pagare somme a scadenze successive, permane la legittimazione dell’agente della riscossione alla percezione delle stesse fino alla concorrenza del credito azionato.

Si tratta, quindi, di una procedura di carattere stragiudiziale, che non richiede l’attività del Giudice dell’Esecuzione, necessaria solo se il terzo non ottempera entro l’indicato termine dei sessanta giorni all’ordine di pagamento rivolto ai sensi dell’art. 72 bis.


2. L’OPPOSIZIONE ALL’ESECUZIONE O AGLI ATTI ESECUTIVI AVVERSO IL PIGNORAMENTO ESATTORIALE EX ART. 72 BIS

Avverso l’atto di pignoramento diretto notificato dal concessionario ex art. 72 bis d.p.r. 602/1973, può essere frapposta opposizione all’esecuzione o agli atti esecutivi ai sensi degli artt. 615, 617 e 619 c.p.c.

L’opposizione, tuttavia, incontra dei limiti di ammissibilità stabiliti dall’art. 57 d.p.r. 602/1973 e segnatamente:

  • l’opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c. può essere proposta solo per motivi attinenti alla pignorabilità dei beni (es. pignoramento di somme eccedenti i limiti stabiliti dall’art. 72 ter d.p.r. 602/1973 o pignoramento della prima casa o di altri immobili per un credito inferiore a centoventimila euro ecc.)
  • l’opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c. può essere invece proposta solo per vizi del procedimento esecutivo, non anche per le irregolarità formali e della notificazione del titolo esecutivo. Rientrano tra gli altri motivi dell’opposizione agli atti esecutivi, i seguenti:
  1. nullità, inammissibilità e/o improcedibilità del pignoramento per omessa prodromica notifica dell’avviso contenente l’intimazione ad adempiere entro 5 giorni al pagamento delle somme risultanti dal ruolo, se è trascorso più di un anno dalla notifica della cartella di pagamento (art. 50, comma 2, d.p.r. 602/73)
  2. inefficacia dell’avviso di cui al punto 1. e la conseguente nullità, inammissibilità e/o improcedibilità del pignoramento se questo viene azionato dopo 180 giorni dalla data della notifica dell’avviso
  3. inefficacia del pignoramento dei beni mobili o immobili, se dall’inizio dell’esecuzione sono trascorsi 200 giorni senza che sia stato effettuato il primo incanto (art. 53 d.p.r. 602/1973).
  4. improcedibilità del pignoramento se azionato prima del decorso del termine di sessanta giorni dalla notifica della cartella di pagamento (art. 50 d.p.r. 602/1973)
  5. estinzione del pignoramento per avvenuto pagamento, in qualunque momento anteriore alla vendita dei beni pignorati, della somma portata dal ruolo, oltre ai relativi accessori e alle spese, tasse e diritti dovuti in occasione ed in conseguenza del procedimento di riscossione coattiva (art. 61 d.p.r. 602/1973). Il pagamento o l’esibizione dell’avvenuto pagamento delle somme al concessionario, determina l’estinzione del procedimento di espropriazione.

L’opposizione si propone con ricorso da depositare presso la cancelleria del Giudice dell’Esecuzione del Tribunale, che in materia di esecuzione forzata e dei relativi giudizi di opposizione ha competenza funzionale esclusiva.

La giurisdizione – secondo l’orientamento maggioritario della giurisprudenza di merito e di legittimità – spetta, quindi, al Giudice ordinario e non alla Commissione Tributaria, avuto riguardo al tenore dell’art. 2 del D.Lgs. n. 546/92, a mente del quale non sono soggette alla giurisdizione della Commissione Tributaria le controversie riguardanti gli atti dell’esecuzione forzata tributaria successivi alla notifica della cartella di pagamento.


3. ITER PROCESSUALE

Introdotta l’opposizione con il deposito del ricorso, il giudice fissa con decreto l’udienza di comparizione delle parti davanti a sé, nonché il termine perentorio per la notificazione del ricorso e del decreto. Con il medesimo decreto, il giudice ordina al concessionario di depositare in cancelleria, cinque giorni prima dell’udienza, l’estratto del ruolo e copia di tutti gli atti di esecuzione e pronuncia, nei casi urgenti, i provvedimenti opportuni.

All’udienza fissata, l’Autorità adita concede o nega con ordinanza i provvedimenti indilazionabili o la sospensione dell’esecuzione e quindi fissa i termini per l’introduzione del giudizio di merito che si svolge secondo le norme degli artt. 180 e seg. c.p.c. (udienza di trattazione, eventuale fase istruttoria e fase decisoria) e si conclude con sentenza non impugnabile. (cfr. Cass. 21258/2016)

Si evidenzia sul tema che, secondo l’orientamento della Cassazione, in ultimo confermato con la sentenza n. 21258 del 20/10/2016, l’opposizione avanzata avverso un pignoramento dei crediti verso terzi ai sensi dell’art. 72 bis del d.P.R. n. 602 del 1973 è da intendersi come opposizione proposta dopo l’inizio dell’esecuzione ex artt. 615, 617 secondo comma e 618 c.p.c.


4. IL DEPOSITO TELEMATICO DEL RICORSO

Per il deposito del ricorso in opposizione, qualora l’Ufficio Giudiziario competente reputi che l’opposizione vada depositata nel registro esecuzioni e necessaria la preventiva iscrizione a ruolo della procedura esecutiva, occorrerebbe, ad avviso di chi scrive, fare riferimento all’art. 159 ter disp. att. c.p.c. (Iscrizione a ruolo del processo esecutivo per espropriazione a cura di soggetto diverso dal creditore) a mente del quale, colui che deposita un atto o un’istanza prima che il creditore abbia iscritto a ruolo la procedura esecutiva, deve depositare la nota di iscrizione a ruolo e una copia dell’atto di pignoramento.
Il deposito della nota di iscrizione a ruolo può avere luogo anche con modalità non telematiche e la copia dell’atto di pignoramento può essere priva dell’attestazione di conformità.

Se si opta per il deposito cartaceo dell’iscrizione a ruolo e dell’atto di pignoramento, occorrerà attendere l’assegnazione del numero di ruolo della procedura per procedere al deposito telematico dell’opposizione, che in questo caso avverrà selezionando gli estremi del fascicolo telematico del procedimento esecutivo iscritto e come atto “costituzione avvocato”.

Se si opta invece per l’iscrizione a ruolo telematica della procedura esecutiva, consentita a decorrere dal 02.01.2016, nonché dell’opposizione al pignoramento esattoriale, è possibile procedere all’espletamento di entrambe le attività predisponendo una sola busta telematica con il proprio redattore, che avrà come atto principale la nota di iscrizione a ruolo (che i redattori generalmente caricano automaticamente nella busta) e come allegato semplice il ricorso in opposizione, oltre al titolo esecutivo, all’atto di pignoramento, al contributo unificato e la marca dovuti per l’iscrizione della procedura esecutiva, all’atto di pignoramento notificato dal concessionario ai sensi dell’art. 72 bis d.p.r. 602/1973 ecc.

Per l’iscrizione a ruolo dell’esecuzione vai al vademecum Le iscrizioni a ruolo dei pignoramenti

All’atto del ricevimento della busta, il cancelliere iscriverà a ruolo la procedura esecutiva e il sub-procedimento dell’opposizione al pignoramento esattoriale.

  • slpctPARAMETRI DA INSERIRE NELLA BUSTA DEL REDATTORE SLpct PER L’ISCRIZIONE A RUOLO DEL PIGNORAMENTO PRESSO TERZI ESATTORIALE

 

Registro: Esecuzione mobiliare

Ruolo: Generale delle esecuzioni civili

Grado: primo

Tipo parte: Attore – Appellante – Ricorrente

Tipo atto: Ricorso

Atti: Fase introduttiva – Atto di Pignoramento ed iscrizione a ruolo su istanza del debitore (IscrizioneRuoloPignoramentoDebitore)

Ufficio: il Tribunale adito

Oggetto: 51002 – Espropriazione mobiliare presso terzi

Si precisa che in alcuni Tribunali hanno iscritto a ruolo l’opposizione nel registro contenzioso ordinario e che secondo altro orientamento della dottrina andrebbe invece iscritta a ruolo in cartaceo la sola opposizione nel registro esecuzioni. E’ preferibile, quindi, accertarsi presso gli Uffici competenti dell’orientamento e della prassi applicati nel singolo Foro, prima di procedere all’iscrizione a ruolo


AVVERTENZE: verificare la correttezza e attualità del superiore contenuto


 

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Decreto del Presidente della Repubblica – 29/09/1973, n.602 (estratto)

CAPO II
ESPROPRIAZIONE FORZATA
SEZIONE I
DISPOSIZIONI GENERALI

ARTICOLO N.49
Espropriazione forzata

1. Per la riscossione delle somme non pagate il concessionario procede ad espropriazione forzata sulla base del ruolo, che costituisce titolo esecutivo, fatto salvo il diritto del debitore di dimostrare, con apposita documentazione rilasciata ai sensi del comma 1-bis, l’avvenuto pagamento delle somme dovute ovvero lo sgravio totale riconosciuto dall’ente creditore; il concessionario può altresì promuovere azioni cautelari e conservative, nonchè ogni altra azione prevista dalle norme ordinarie a tutela del creditore.
1-bis. I pagamenti delle somme dovute all’ente creditore ovvero il riconoscimento dello sgravio da parte dell’ente creditore, effettuati in una data successiva a quella di iscrizione a ruolo, devono essere tempestivamente comunicati dall’ente creditore al concessionario della riscossione. L’ente creditore rilascia al debitore, in triplice copia, una dichiarazione attestante l’avvenuto pagamento ovvero lo sgravio totale riconosciuto; la dichiarazione e’ opponibile al concessionario.
1-ter. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, sono stabilite le modalita’ di attuazione delle disposizioni di cui al comma 1-bis ed e’ approvato il modello di dichiarazione attestante l’avvenuto pagamento o lo sgravio totale. La dichiarazione deve essere rilasciata dall’ente creditore in triplice copia.
1-quater. Nei casi di opposizione all’attivita’ di riscossione di cui al comma 1-bis, il concessionario ha diritto al rimborso delle spese sostenute per l’attivita’ di riscossione qualora l’ente creditore non abbia inviato la comunicazione dell’avvenuto pagamento o dello sgravio totale riconosciuto al debitore
2 . Il procedimento di espropriazione forzata è regolato dalle norme ordinarie applicabili in rapporto al bene oggetto di esecuzione, in quanto non derogate dalle disposizioni del presente capo e con esso compatibili; gli atti relativi a tale procedimento sono notificati con le modalità previste dall’articolo 26.
3 . Le funzioni demandate agli ufficiali giudiziari sono esercitate dagli ufficiali della riscossione.

ARTICOLO N.50
Termine per l’inizio dell’esecuzione

1. Il concessionario procede ad espropriazione forzata quando è inutilmente decorso il termine di sessanta giorni dalla notificazione della cartella di pagamento, salve le disposizioni relative alla dilazione ed alla sospensione del pagamento.
2. Se l’espropriazione non è iniziata entro un anno dalla notifica della cartella di pagamento, l’espropriazione stessa deve essere preceduta dalla notifica, da effettuarsi con le modalità previste dall’articolo 26, di un avviso che contiene l’intimazione ad adempiere l’obbligo risultante dal ruolo entro cinque giorni
3. L’avviso di cui al comma 2 è redatto in conformità al modello approvato con decreto del Ministero delle finanze e perde efficacia trascorsi centottanta giorni dalla data della notifica.

ARTICOLO N.51
Surroga del concessionario in procedimenti esecutivi già iniziati.

1. Qualora sui beni del debitore sia già iniziato un altro procedimento di espropriazione, il concessionario può dichiarare al giudice dell’esecuzione di volersi surrogare al creditore procedente, indicando il credito in relazione al quale la surroga è esercitata. La dichiarazione è notificata al creditore procedente ed al debitore.
2. Se entro dieci giorni dalla notificazione il creditore procedente o il debitore non hanno corrisposto al concessionario l’importo del suo credito, il concessionario resta surrogato negli atti esecutivi già iniziati e li prosegue secondo le norme del presente titolo.
3. Il concessionario può esercitare il diritto di surroga fino al momento dell’aggiudicazione o dell’assegnazione

ARTICOLO N.52
Procedimento di vendita.

1. La vendita dei beni pignorati è effettuata, mediante pubblico incanto o nelle altre forme previste dal presente decreto, a cura del concessionario, senza necessità di autorizzazione dell’autorità giudiziaria.
2 . L’incanto è tenuto e verbalizzato dall’ufficiale della riscossione.
2-bis. Il debitore ha facolta’ di procedere alla vendita del bene pignorato o ipotecato al valore determinato ai sensi degli articoli 68, 79 e 80, comma 2, lettera b), con il consenso dell’agente della riscossione, il quale interviene nell’atto di cessione e al quale e’ interamente versato il corrispettivo della vendita. L’eccedenza del corrispettivo rispetto al debito e’ rimborsata al debitore entro i dieci giorni lavorativi successivi all’incasso.
2-ter. Nel caso in cui il debitore eserciti la facolta’ di cui al comma 2-bis, la vendita del bene deve aver luogo entro i cinque giorni antecedenti la data fissata, ai sensi degli articoli 66 e 78, per il primo incanto, ovvero la nuova data eventualmente fissata per effetto della nomina di cui all’ articolo 80, comma 2, lettera b).
2-quater. Se la vendita di cui al comma 2-ter non ha luogo nei cinque giorni antecedenti la data fissata per il primo incanto e vi e’ necessita’ di procedere al secondo, il debitore, entro il giorno che precede tale incanto, puo’ comunque esercitare la facolta’ prevista dal comma 2-bis al prezzo stabilito ai sensi degli articoli 69 e 81

ARTICOLO N.53
Cessazione dell’efficacia del pignoramento e cancellazione della trascrizione.

1. Il pignoramento perde efficacia quando dalla sua esecuzione sono trascorsi duecento giorni senza che sia stato effettuato il primo incanto.
2. Se il pignoramento è stato trascritto in pubblico registro mobiliare o immobiliare, il concessionario, nell’ipotesi prevista dal comma 1 ed in ogni altro caso di estinzione del procedimento richiede entro dieci giorni al conservatore la cancellazione della trascrizione.

ARTICOLO N.54
Intervento dei creditori.

1. I creditori che intendono intervenire nell’esecuzione debbono notificare al concessionario un atto contenente le indicazioni prescritte dal secondo comma dell’articolo 499 del codice di procedura civile.
2. L’intervento conferisce ai creditori soltanto il diritto di partecipare alla distribuzione della somma ricavata dalla vendita dei beni pignorati.
3. I creditori chirografari che intervengono oltre la data fissata per primo incanto o, nel caso di espropriazione presso terzi, per l’assegnazione del credito pignorato, concorrono alla distribuzione della parte della somma ricavata che sopravanza dopo che sono stati soddisfatti i diritti del concessionario, dei creditori aventi diritto di prelazione e dei creditori chirografari intervenuti prima di detta data.

ARTICOLO N.55
Divieto per il concessionario di acquisto dei beni pignorati.

1. Fermo il disposto degli articoli 539 e 553 del codice di procedura civile, il concessionario non può chiedere l’assegnazione dei beni pignorati, né rendersi acquirente dei medesimi negli incanti, neppure per interposta persona.

ARTICOLO N.56
Deposito degli atti e del prezzo.

1. Gli atti del procedimento di espropriazione, compresa la prova degli adempimenti prescritti dall’articolo 498 del codice di procedura civile, sono depositati, a cura del concessionario, nella cancelleria del giudice dell’esecuzione nel termine di dieci giorni dalla vendita.
2. Nello stesso termine, salvo quanto previsto dal comma 3, la somma ricavata dalla vendita è consegnata al cancelliere per essere depositata nella forma dei depositi giudiziari.
3. Se nell’esecuzione non sono intervenuti altri creditori aventi diritto ad essere soddisfatti con preferenza o in via concorrente rispetto al concessionario, ovvero se la somma ricavata è sufficiente a soddisfarli integralmente, il giudice dell’esecuzione autorizza il concessionario a trattenere l’ammontare del suo credito, depositando in cancelleria l’eventuale eccedenza, ovvero, se non sono intervenuti altri creditori, restituendola al debitore.

ARTICOLO N.57

Opposizione all’esecuzione o agli atti esecutivi.

1. Non sono ammesse:
a) le opposizioni regolate dall’articolo 615 del codice di procedura civile, fatta eccezione per quelle concernenti la pignorabilità dei beni;
b) le opposizioni regolate dall’articolo 617 del codice di procedura civile relative alla regolarità formale ed alla notificazione del titolo esecutivo.
2. Se è proposta opposizione all’esecuzione o agli atti esecutivi, il giudice fissa l’udienza di comparizione delle parti avanti a sé con decreto steso in calce al ricorso, ordinando al concessionario di depositare in cancelleria, cinque giorni prima dell’udienza, l’estratto del ruolo e copia di tutti gli atti di esecuzione.

ARTICOLO N.58
Opposizione di terzi.

1. L’opposizione prevista dall’articolo 619 del codice di procedura civile deve essere promossa prima della data fissata per il primo incanto.
2 . L’opposizione non può essere proposta quando i mobili pignorati nella casa di abitazione o nell’azienda del debitore iscritto a ruolo o dei coobbligati, o in altri luoghi a loro appartenenti, hanno formato oggetto di una precedente vendita nell’ambito di una procedura di espropriazione forzata promossa dal concessionario a carico del medesimo debitore o dei medesimi coobbligati.
3. Il coniuge, i parenti e gli affini fino al terzo grado del debitore iscritto a ruolo e dei coobbligati, per quanto riguarda i beni mobili pignorati nella casa di abitazione o nell’azienda del debitore o del coobbligato, o in altri luoghi a loro appartenenti, possono dimostrare la proprietà del bene esclusivamente con atti pubblici o scritture private di data certa anteriore:
a) alla presentazione della dichiarazione, se prevista e se presentata;
b) al momento in cui si è verificata la violazione che ha dato origine all’iscrizione a ruolo, se non è prevista la presentazione della dichiarazione o se la dichiarazione non è comunque stata presentata;
c) al momento in cui si è verificato il presupposto dell’iscrizione a ruolo, nei casi non rientranti nelle ipotesi di cui alle lettere a) e b).

ARTICOLO N.59
Risarcimento dei danni.

1. Chiunque si ritenga leso dall’esecuzione può proporre azione contro il concessionario dopo il compimento dell’esecuzione stessa ai fini del risarcimento dei danni.
2. Il concessionario risponde dei danni e delle spese del giudizio anche con la cauzione prestata, salvi i diritti degli enti creditori.

ARTICOLO N.60
Sospensione dell’esecuzione.

1. Il giudice dell’esecuzione non può sospendere il processo esecutivo, salvo che ricorrano gravi motivi e vi sia fondato pericolo di grave e irreparabile danno.

ARTICOLO N.61
Estinzione del procedimento per pagamento del debito.

1. Salvo quanto previsto dall’articolo 48, comma 1, il procedimento di espropriazione si estingue se il debitore o un terzo, in qualunque momento anteriore alla vendita, paga all’ufficiale della riscossione la somma portata dal ruolo, i relativi accessori e le spese, ovvero gli esibisce la prova dell’avvenuto pagamento.

SEZIONE II
DISPOSIZIONI PARTICOLARI IN MATERIA DI ESPROPRIAZIONE MOBILIARE

ARTICOLO N.62
Disposizioni particolari sui beni pignorabili.

1. I beni di cui all’ articolo 515, terzo comma, del codice di procedura civile , anche se il debitore e’ costituito in forma societaria ed in ogni caso se nelle attivita’ del debitore risulta una prevalenza del capitale investito sul lavoro, possono essere pignorati nei limiti di un quinto, quando il presumibile valore di realizzo degli altri beni rinvenuti dall’ufficiale esattoriale o indicati dal debitore non appare sufficiente per la soddisfazione del credito.
1-bis. Nel caso di pignoramento dei beni di cui al comma 1, la custodia e’ sempre affidata al debitore ed il primo incanto non puo’ aver luogo prima che siano decorsi trecento giorni dal pignoramento stesso. In tal caso, il pignoramento perde efficacia quando dalla sua esecuzione sono trascorsi trecentosessanta giorni senza che sia stato effettuato il primo incanto.
2 . I frutti dei fondi del debitore soggetti al privilegio stabilito dall’art. 2771 del codice civile possono essere pignorati nelle forme dell’espropriazione presso il debitore ancorchè i fondi stessi siano affittati.

ARTICOLO N.63
Astensione dal pignoramento.

1. L’ufficiale della riscossione deve astenersi dal pignoramento o desistere dal procedimento quando è dimostrato che i beni appartengano a persona diversa dal debitore iscritto a ruolo, dai coobbligati o dai soggetti indicati dall’articolo 58, comma 3, in virtù di titolo avente data anteriore all’anno cui si riferisce l’entrata iscritta a ruolo. Tale dimostrazione può essere offerta soltanto mediante esibizione di atto pubblico o scrittura privata autenticata, ovvero di sentenza passata in giudicato pronunciata su domanda proposta prima di detto anno.

ARTICOLO N.64
Custodia dei beni pignorati.

1. Salvo quanto disposto dall’articolo 520, primo comma, del codice di procedura civile e dall’articolo 70, la custodia dei beni mobili pignorati è affidata allo stesso debitore o a un terzo. Il concessionario non può essere nominato custode.
2. Il concessionario può in ogni tempo disporre la sostituzione del custode.
3. In mancanza di persone idonee all’affidamento della custodia, i beni pignorati sono presi in consegna dal comune.

ARTICOLO N.65
Notifica del verbale di pignoramento.

1. Il verbale di pignoramento è notificato al debitore.
2. La notificazione, se al pignoramento assiste il debitore o un suo rappresentante, è eseguita mediante consegna allo stesso di una copia del verbale.

ARTICOLO N.66
Avviso di vendita dei beni pignorati.

1. Per procedere alla vendita dei beni pignorati il concessionario affigge alla casa comunale, per cinque giorni consecutivi anteriori alla data fissata per il primo incanto, un avviso contenente la descrizione dei beni e l’indicazione del giorno, dell’ora e del luogo del primo e del secondo incanto.
2 . Il primo incanto non può aver luogo prima che siano decorsi dieci giorni dal pignoramento. Il secondo incanto non può aver luogo nello stesso giorno stabilito per il primo e deve essere fissato non oltre il decimo giorno dalla data del primo incanto.
3 . Su istanza del debitore o del concessionario, il giudice può ordinare che degli incanti, ferma la data fissata per gli stessi, sia data notizia al pubblico a mezzo di giornali o con altre idonee forme di pubblicità commerciale. Le spese sono anticipate dalla parte richiedente.

ARTICOLO N.67
Incanto anticipato.

1. Se vi è pericolo di deterioramento dei beni pignorati o quando la conservazione degli stessi risulta eccessivamente onerosa, il giudice dell’esecuzione può autorizzare il concessionario a procedere all’incanto in deroga ai termini previsti dall’articolo 66.

ARTICOLO N.68
Prezzo base del primo incanto.

1. Se il valore dei beni pignorati non risulta da listino di borsa o di mercato, il prezzo base del primo incanto è determinato dal valore ad essi attribuito nel verbale di pignoramento.
2. Tuttavia, quando il concessionario lo richiede, e in ogni caso per gli oggetti preziosi, il prezzo base è stabilito da uno stimatore designato dal giudice dell’esecuzione. Nello stesso modo si provvede, sentito il concessionario, se vi è richiesta del debitore e la nomina dello stimatore risulti opportuna in rapporto alle particolari caratteristiche dei beni pignorati.

ARTICOLO N.69
Secondo incanto

1. Nel secondo incanto, salvo quanto previsto dall’articolo 539 del codice di procedura civile, i beni sono venduti al miglior offerente ad un prezzo non inferiore alla metà del prezzo base del primo incanto.

ARTICOLO N.70

Beni invenduti

1. Se i beni restano invenduti anche al secondo incanto, il concessionario entro tre mesi procede alla vendita a trattativa privata per un prezzo non inferiore alla metà del prezzo base del secondo incanto o ad un terzo incanto ad offerta libera.
2. I beni rimasti invenduti anche dopo l’applicazione delle disposizioni del comma 1 sono messi a disposizione del debitore, che, ove ne sia stato effettuato l’asporto, è invitato a ritirarli entro il termine di quindici giorni dalla notificazione dell’invito.
3. Decorso inutilmente il termine di cui al comma 2, i beni non ritirati sono distrutti o donati, senza liberazione del debitore, ad enti di beneficenza ed assistenza, secondo le determinazioni del concessionario, che ne redige verbale.

ARTICOLO N.71
Intervento degli istituti vendite giudiziarie.

1. Per l’asporto, la custodia e la vendita dei beni mobili, anche registrati, sottoposti a pignoramento, il concessionario può avvalersi degli istituti previsti dall’articolo 159 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile .
2. Con decreto del Ministro delle finanze, di concerto con il Ministro della giustizia, sono stabilite le modalità di intervento dei predetti istituti nella procedura esecutiva e la remunerazione ad essi spettante.

SEZIONE III
DISPOSIZIONI PARTICOLARI IN MATERIA DI ESPROPRIAZIONE PRESSO TERZI

ARTICOLO N.72
Pignoramento di fitti o pigioni

1. L’atto di pignoramento di fitti o pigioni dovute da terzi al debitore iscritto a ruolo o ai coobbligati contiene, in luogo della citazione di cui al numero 4) dell’articolo 543 del codice di procedura civile, l’ordine all’affittuario o all’inquilino di pagare direttamente al concessionario i fitti e le pigioni scaduti e non corrisposti nel termine di quindici giorni dalla notifica ed i fitti e le pigioni a scadere alle rispettive scadenze fino a concorrenza del credito per cui il concessionario procede.
2. Nel caso di inottemperanza all’ordine di pagamento si procede, previa citazione del terzo intimato e del debitore, secondo le norme del codice di procedura civile.

ARTICOLO N.72 bis
Pignoramento dei crediti verso terzi

1. Salvo che per i crediti pensionistici e fermo restando quanto previsto dall’articolo 545, commi quarto, quinto e sesto, del codice di procedura civile, e dall’articolo 72-ter del presente decreto l’atto di pignoramento dei crediti del debitore verso terzi può contenere, in luogo della citazione di cui all’articolo 543, secondo comma, numero 4, dello stesso codice di procedura civile, l’ordine al terzo di pagare il credito direttamente al concessionario, fino a concorrenza del credito per cui si procede:
a) nel termine di sessanta giorni dalla notifica dell’atto di pignoramento, per le somme per le quali il diritto alla percezione sia maturato anteriormente alla data di tale notifica;
b) alle rispettive scadenze, per le restanti somme.
1-bis. L’atto di cui al comma 1 può essere redatto anche da dipendenti dell’agente della riscossione procedente non abilitati all’esercizio delle funzioni di ufficiale della riscossione e, in tal caso, reca l’indicazione a stampa dello stesso agente della riscossione e non è soggetto all’annotazione di cui all’ articolo 44, comma 1, del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112.
2. Nel caso di inottemperanza all’ordine di pagamento, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 72, comma 2.

ARTICOLO N.72 ter
Limiti di pignorabilita’

1. Le somme dovute a titolo di stipendio, di salario o di altre indennita’ relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, possono essere pignorate dall’agente della riscossione in misura pari ad un decimo per importi fino a 2.500 euro e in misura pari ad un settimo per importi superiori a 2.500 euro e non superiori a 5.000 euro.
2. Resta ferma la misura di cui all’articolo 545, quarto comma, del codice di procedura civile, se le somme dovute a titolo di stipendio, di salario o di altre indennita’ relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, superano i cinquemila euro.
2-bis. Nel caso di accredito delle somme di cui ai commi 1 e 2 sul conto corrente intestato al debitore, gli obblighi del terzo pignorato non si estendono all’ultimo emolumento accreditato allo stesso titolo.

ARTICOLO N.73
Pignoramento di cose del debitore in possesso di terzi

1 . Salvo quanto previsto dal comma 1-bis, se il terzo, presso il quale il concessionario ha proceduto al pignoramento, si dichiara o [si] è dichiarato possessore di beni appartenenti al debitore iscritto a ruolo o ai coobbligati, il giudice dell’esecuzione ordina la consegna dei beni stessi al concessionario, che procede alla vendita secondo le norme del presente titolo.
1-bis. Il pignoramento dei beni di cui al comma 1 del presente articolo può essere effettuato dall’agente della riscossione anche con le modalità previste dall’ articolo 72-bis ; in tal caso, lo stesso agente della riscossione rivolge un ordine di consegna di tali beni al terzo, che adempie entro il termine di trenta giorni, e successivamente procede alla vendita

ARTICOLO N.74
Vendita e assegnazione dei crediti pignorati

1. Il concessionario, per la vendita dei crediti pignorati e per la riscossione dei crediti a lui assegnati, si avvale della procedura prevista nel presente titolo.
2. Il concessionario, se diviene assegnatario di un credito verso lo Stato, pagabile a rate per un periodo che supera di quattro anni la scadenza del contratto di concessione, può cedere il credito all’erario e ha diritto al discarico della quota per inesigibilità.
3. Della cessione viene dato atto con verbale del cancelliere.

ARTICOLO N.75
Pignoramenti presso pubbliche amministrazioni

1. Se il pignoramento di crediti verso lo Stato, le regioni, le province, i comuni ed ogni altro ente sottoposto al controllo della corte dei conti ha avuto, in tutto o in parte, esito negativo, gli enti indicati non possono effettuare pagamenti in favore dell’esecutato per un periodo di cinque anni dalla data della dichiarazione prevista dall’articolo 547 del codice di procedura civile, se egli non prova, con attestazione rilasciata dal concessionario, l’avvenuto pagamento del credito per il quale si è proceduto.
2. La disposizione del comma 1 non si applica ai pagamenti corrispondenti a crediti dichiarati impignorabili per legge.

ARTICOLO N.75 bis
Dichiarazione stragiudiziale del terzo

1. Decorso inutilmente il termine di cui all’articolo 50, comma 1, l’agente della riscossione, prima di procedere ai sensi degli articoli 72 e 72-bis del presente decreto e degli articoli 543 e seguenti del codice di procedura civile ed anche simultaneamente all’adozione delle azioni esecutive e cautelari previste nel presente decreto, può chiedere a soggetti terzi, debitori del soggetto che è iscritto a ruolo o dei coobbligati, di indicare per iscritto, ove possibile in modo dettagliato, le cose e le somme da loro dovute al creditore.
2. Nelle richieste formulate ai sensi del comma 1 è fissato un termine per l’adempimento non inferiore a trenta giorni dalla ricezione. In caso di inadempimento, si applicano le disposizioni previste dall’articolo 10 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471. All’irrogazione della relativa sanzione provvede, su documentata segnalazione dell’agente della riscossione procedente e con le modalità previste dall’articolo 16, commi da 2 a 7, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, l’ufficio locale dell’Agenzia delle entrate competente in ragione del domicilio fiscale del soggetto cui è stata rivolta la richiesta.
3. Gli agenti della riscossione possono procedere al trattamento dei dati acquisiti ai sensi del presente articolo senza rendere l’informativa prevista dall’articolo 13 del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.

SEZIONE IV
DISPOSIZIONI PARTICOLARI IN MATERIA DI ESPROPRIAZIONE IMMOBILIARE

ARTICOLO N.76
Espropriazione immobiliare

1. Ferma la facolta’ di intervento ai sensi dell’ articolo 499 del codice di procedura civile , l’agente della riscossione:
a) non da’ corso all’espropriazione se l’unico immobile di proprieta’ del debitore, con esclusione delle abitazioni di lusso aventi le caratteristiche individuate dal decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 agosto 1969, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 218 del 27 agosto 1969, e comunque dei fabbricati classificati nelle categorie catastali A/8 e A/9, e’ adibito ad uso abitativo e lo stesso vi risiede anagraficamente;
a-bis) non da’ corso all’espropriazione per uno specifico paniere di beni definiti “beni essenziali” e individuato con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze d’intesa con l’Agenzia delle entrate e con l’Istituto nazionale di statistica ;
b) nei casi diversi da quello di cui alla lettera a), puo’ procedere all’espropriazione immobiliare se l’importo complessivo del credito per cui procede supera centoventimila euro. L’espropriazione puo’ essere avviata se e’ stata iscritta l’ipoteca di cui all’ articolo 77 e sono decorsi almeno sei mesi dall’iscrizione senza che il debito sia stato estinto.
2 . Il concessionario non procede all’espropriazione immobiliare se il valore del bene, determinato a norma dell’art. 79 e diminuito delle passività ipotecarie aventi priorità sul credito per il quale si procede, è inferiore agli importi indicati nel comma 1.

ARTICOLO N.77
Iscrizione di ipoteca

1. Decorso inutilmente il termine di cui all’art. 50, comma 1, il ruolo costituisce titolo per iscrivere ipoteca sugli immobili del debitore e dei coobbligati per un importo pari al doppio dell’importo complessivo del credito per cui si procede.
1-bis. L’agente della riscossione, anche al solo fine di assicurare la tutela del credito da riscuotere, puo’ iscrivere la garanzia ipotecaria di cui al comma 1, anche quando non si siano ancora verificate le condizioni per procedere all’espropriazione di cui all’ art. 76, commi 1 e 2 , purche’ l’importo complessivo del credito per cui si procede non sia inferiore complessivamente a ventimila euro.
2 . Se l’importo complessivo del credito per cui si procede non supera il cinque per cento del valore dell’immobile da sottoporre ad espropriazione determinato a norma dell’art. 79, il concessionario, prima di procedere all’esecuzione, deve iscrivere ipoteca. Decorsi sei mesi dall’iscrizione senza che il debito sia stato estinto, il concessionario procede all’espropriazione.
2-bis. L’agente della riscossione e’ tenuto a notificare al proprietario dell’immobile una comunicazione preventiva contenente l’avviso che, in mancanza del pagamento delle somme dovute entro il termine di trenta giorni, sara’ iscritta l’ipoteca di cui al comma 1.

ARTICOLO N.78
Avviso di vendita

1. Il pignoramento immobiliare si esegue mediante la trascrizione, a norma dell’art. 555, secondo comma, del codice di procedura civile, di un avviso contenente:
a ) le generalità del soggetto nei confronti del quale si procede;
b ) la descrizione degli immobili con le indicazioni catastali e la precisazione dei confini;
c ) l’indicazione della destinazione urbanistica del terreno risultante dal certificato di cui all’art. 18 della legge 28 febbraio 1985, n. 47;
d ) il giorno, l’ora e il luogo del primo, del secondo e del terzo incanto, con intervallo minimo di venti giorni;
e ) l’importo complessivo del credito per cui si procede, distinto per imposta, per periodo d’imposta, per interessi di mora e per spese di esecuzione già maturate;
f ) il prezzo base dell’incanto;
g ) la misura minima dell’aumento da apportare alle offerte;
h ) l’avvertenza che le spese di vendita e gli oneri tributari concernenti il trasferimento sono a carico dell’aggiudicatario;
i ) l’ammontare della cauzione ed il termine entro il quale deve essere prestata dagli offerenti;
l ) il termine di versamento del prezzo di cui all’art. 82, comma 1;
m ) l’ingiunzione ad astenersi da qualunque atto diretto a sottrarre alla garanzia del credito i beni assoggettati all’espropriazione e i frutti di essi.
2 . Entro cinque giorni dalla trascrizione l’avviso di vendita è notificato al soggetto nei confronti del quale si procede. In mancanza della notificazione non può procedersi alla vendita.
2-bis. Se, per effetto delle nomine previste dall’articolo 80, comma 2, il primo incanto non puo’ essere effettuato nella data indicata nell’avviso di vendita, l’agente della riscossione fissa i nuovi incanti e notifica al soggetto nei confronti del quale procede, il relativo avviso contenente le informazioni di cui al comma 1, lettera d) del presente articolo.

ARTICOLO N.79
Prezzo base e cauzione

1. Il prezzo base dell’incanto è pari all’importo stabilito a norma dell’art. 52, comma 4, del testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, moltiplicato per tre.
2 . Se non è possibile determinare il prezzo base secondo le disposizioni del comma 1, il concessionario richiede l’attribuzione della rendita catastale del bene stesso al competente ufficio del territorio, che provvede entro centoventi giorni; se si tratta di terreni per i quali gli strumenti urbanistici prevedono la destinazione edificatoria, il prezzo è stabilito con perizia dell’ufficio del territorio.
3 . La cauzione prevista dall’art. 580 del codice di procedura civile è prestata al concessionario ed è fissata, per ogni incanto, nella misura del dieci per cento del prezzo base.

ARTICOLO N.80
Pubblicazione e notificazione dell’avviso di vendita

1. Almeno venti giorni prima di quello fissato per il primo incanto l’avviso di vendita è inserito nel foglio degli annunci legali della provincia ed è affisso, a cura dell’ufficiale della riscossione, alla porta esterna della cancelleria del giudice dell’esecuzione e all’albo del comune o dei comuni nel cui territorio sono situati gli immobili.
1-bis. Entro il termine di cui al comma 1, l’avviso di vendita e’ pubblicato sul sito internet dell’agente della riscossione.
2. Su istanza del soggetto nei confronti del quale si procede o dell’agente della riscossione, il giudice puo’ disporre:
a) che degli incanti, ferma la data fissata per gli stessi, sia data notizia al pubblico a mezzo di giornali o con altre idonee forme di pubblicita’ commerciale;
b) la vendita al valore stimato con l’ausilio di un esperto da lui nominato, nel caso in cui ritenga che il valore del bene, determinato ai sensi dell’articolo 79, sia manifestamente inadeguato. Se l’agente della riscossione lo richiede, il giudice puo’ nominare un ausiliario che riferisca sulle caratteristiche e sulle condizioni del bene pignorato, e puo’ assegnare ad esso la funzione di custode del bene.
2-bis. Nei casi di cui al comma 2, le spese sono anticipate dalla parte richiedente e liquidate dal giudice in prededuzione. In deroga a quanto disposto dall’articolo 53, comma 1, il pignoramento non perde efficacia se, per effetto delle nomine di cui al comma 2 del presente articolo, il primo incanto non puo’ essere effettuato entro duecento giorni dall’esecuzione del pignoramento stesso.

ARTICOLO N.81
Secondo e terzo incanto.

1. Se la vendita non ha luogo al primo incanto per mancanza di offerte valide, si procede al secondo incanto nel giorno fissato dall’avviso di vendita e con un prezzo base inferiore di un terzo a quello precedente.
2. Qualora la vendita non abbia luogo nemmeno al secondo incanto, il concessionario procede ad un terzo incanto, con un prezzo base inferiore di un terzo a quello del precedente incanto.

ARTICOLO N.82
Versamento del prezzo.

1. L’aggiudicatario deve versare il prezzo nel termine di trenta giorni dall’aggiudicazione.
2. Se il prezzo non è versato nel termine, il giudice dell’esecuzione con decreto dichiara la decadenza dell’aggiudicatario e la perdita della cauzione a titolo di multa; il concessionario procede a nuovo incanto per un prezzo base pari a quello dell’ultimo incanto. Se il prezzo che se ne ricava, unito alla cauzione confiscata, risulta inferiore a quello della precedente aggiudicazione, l’aggiudicatario inadempiente è tenuto al pagamento della differenza.

ARTICOLO N.83
Progetto di distribuzione.

1. Se vi è intervento di altri creditori, il concessionario deposita nella cancelleria del giudice dell’esecuzione, nel termine di dieci giorni dal versamento del prezzo, unitamente agli atti del procedimento, un progetto di distribuzione delle somme ricavate.

ARTICOLO N.84
Distribuzione della somma ricavata.

1. Il giudice dell’esecuzione, se non vi sono creditori intervenuti, provvede a norma dell’articolo 510, primo comma, del codice di procedura civile.
2. In caso di intervento di altri creditori, il giudice dell’esecuzione, apportate le eventuali variazioni al progetto di distribuzione presentato dal concessionario, provvede a norma dell’articolo 596 del codice di procedura civile.

ARTICOLO N.85
Assegnazione dell’immobile allo Stato.

1. Se il terzo incanto ha esito negativo, il concessionario, nei dieci giorni successivi, chiede al giudice dell’esecuzione l’assegnazione dell’immobile allo Stato per il prezzo base del terzo incanto, depositando nella cancelleria del giudice dell’esecuzione gli atti del procedimento (*).
2 . Il giudice dell’esecuzione dispone l’assegnazione, secondo la procedura prevista dall’art. 590 del codice di procedura civile. Il termine per il versamento del prezzo per il quale e’ stata disposta l’assegnazione non può essere inferiore a sei mesi.
3 . In caso di mancato versamento del prezzo di assegnazione nel termine, il processo esecutivo si estingue se il concessionario, nei trenta giorni successivi alla scadenza di tale termine, non dichiara, su indicazione dell’ufficio che ha formato il ruolo, di voler procedere a un ulteriore incanto per un prezzo base inferiore di un terzo rispetto a quello dell’ultimo incanto. Il processo esecutivo si estingue comunque se anche tale incanto ha esito negativo.

(*) La Corte Costituzionale, con sentenza 17 ottobre 2011, n. 281, (in Gazz. Uff., 2 novembre, n. 46), ha dichiarato l’illegittimita’ costituzionale del presente comma, nella parte in cui prevede che, se il terzo incanto ha esito negativo, l’assegnazione dell’immobile allo Stato ha luogo «per il minor prezzo tra il prezzo base del terzo incanto e la somma per la quale si procede», anziche’ per il prezzo base del terzo incanto.

CAPO III
DISPOSIZIONI PARTICOLARI IN MATERIA DI ESPROPRIAZIONE DI BENI MOBILI REGISTRATI

ARTICOLO N.86
Fermo di beni mobili registrati

1. Decorso inutilmente il termine di cui all’ articolo 50 , comma 1, il concessionario può disporre il fermo dei beni mobili del debitore o dei coobbligati iscritti in pubblici registri, dandone notizia alla direzione regionale delle entrate ed alla regione di residenza.
2. La procedura di iscrizione del fermo di beni mobili registrati e’ avviata dall’agente della riscossione con la notifica al debitore o ai coobbligati iscritti nei pubblici registri di una comunicazione preventiva contenente l’avviso che, in mancanza del pagamento delle somme dovute entro il termine di trenta giorni, sara’ eseguito il fermo, senza necessita’ di ulteriore comunicazione, mediante iscrizione del provvedimento che lo dispone nei registri mobiliari, salvo che il debitore o i coobbligati, nel predetto termine, dimostrino all’agente della riscossione che il bene mobile e’ strumentale all’attivita’ di impresa o della professione.
3 . Chiunque circola con veicoli, autoscafi o aeromobili sottoposti al fermo è soggetto alla sanzione prevista dall’art. 214, comma 8, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285.
4 . Con decreto del Ministro delle finanze, di concerto con i Ministri dell’interno e dei lavori pubblici, sono stabiliti le modalità, i termini e le procedure per l’attuazione di quanto previsto nel presente articolo. [/su_expand]

 

 

 

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Avv. Stefania Giordano

Avv. Stefania Giordano

Area di competenza: Diritto Civile e Commerciale, Processo Civile telematico. Abilitata all’esercizio della professione forense nel 1999, esercita l’attività professionale a Palermo nell’ambito del diritto civile e commerciale. E' componente dell'Associazione Centro Studi Processo Telematico - CSPT - che riunisce numerosi studiosi di informatica giuridica e processo telematico. Nata dall’idea di costituire un osservatorio permanente sulla informatizzazione dell’attività giudiziaria in materia civile, penale, amministrativa, contabile e tributaria, abbraccia tutti i campi dell’informatica giuridica con il preciso scopo di divulgare le conoscenze in questa materia. http://www.cspt.pro/ E' fondatore del sito di informazione giuridica e giustizia telematica, Nostralex (http://www.nostralex.it/), i cui contenuti mirano a facilitare l'approccio degli operatori del diritto al processo telematico e all’utilizzo delle notifiche a mezzo posta elettronica certificata, mediante la pubblicazione di guide, risorse, utility, commenti a sentenze e approfondimenti sullo specifico tema. E’ autrice della web app “Gli adempimenti nel processo civile telematico” e delle seguenti guide pubblicate nei siti nostralex.it e diritto.it: Codice dell’Avvocato Telematico; Schede Pratiche dell’Avvocato Telematico: Procedimento monitorio telematico; Schede Pratiche dell’Avvocato Telematico - Notifica pec dell’atto introduttivo e iscrizione a ruolo telematica della causa; Guida pratica alla ricerca telematica dei beni da pignorare ex art. 492bis c.p.c.
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